Attenzione
Sequestri nei camping Confesercenti scrive al Governo
Intanto nella nuova udienza per il “Bosco Verde” la Procura ribadisce quanto confermato per tre volte dalla Cassazione
VIAREGGIO. Tra oggi e lunedì è atteso il pronunciamento del giudice Alessandro Dal Torrione sul ricorso (l’ennesimo, in varie sedi giudiziarie) presentato dai titolari del camping “Bosco Verde” di Torre del Lago contro il provvedimento di sequestro della casette mobile emesso dalla Procura di Lucca. Per la quale, ieri mattina, si è presentato in aula il sostituto Procuratore Antonio Mariotti, munito di voluminosa giurisprudenza e ben deciso a ribadire la posizione espressa nell’ambito dell’inchiesta avviata e affidata alla polizia municipale di Viareggio. Posizione rafforzata da ben tre pronunciamenti della Corte di Cassazione. I titolari del campeggio che erano presenti hanno potuto ascoltare dalle parole dello stesso Mariotti la posizione di tutela del bene naturale protetto dal Parco che la Procura e la Cassazione esprimono: “mucchi” di casette installate in area Parco, con tanto di allaccio a tutti i servizi, sono da ritenersi una lottizzazione, non autorizzata in quanto tale e dunque abusiva. Se poi si aggiunge che la loro presenza dovrebbe essere temporalmente limitata, dove la durata del termine “temporaneo” non è data - così la Procura - dai tempi di esercizio del campeggio (che possono essere infiniti), ecco che scattano i sigilli. Nonostante i permessi rilasciati da Parco, Comune e Soprintendenza, finiti sotto la lente di ingrandimento delle indagini.
Una posizione, che non è della sola Procura di Lucca diretta da Aldo Cicala, duramente contestata da Confesercenti toscana. L’organizzazione di categoria ha diramato ai titolari dei camping propri iscritti una lettera per invitarli a scrivere al presidente del consiglio e al ministro Dario Franceschini. Chiedendo a gran voce la modifica dell’articolo 149 del Decreto legislativo 42/2004, mediante l’inserimento di un comma che reciti: "Per gli interventi di cui all'art. 3, comma 1, lettera e.5, del Dpr 6 giugno 2001, n. 380, ’Testo unico delle disposizioni legislative e regolamenti in materia edilizia’, limitatamente alle installazioni all'interno di strutture ricettive all'aperto regolarmente realizzate ed in conformità alla normativa regionale di settore».
Insomma, una modifica della legge “su misura” per i campeggi, oggi colpiti - a detta di Confesercenti - «da un’interpretazione fortemente fuorviante (lottizzazione abusiva), che la Procura della Repubblica di Lucca fornisce della situazione esistente». I toni di Confesercenti Toscana sono quelli di chi va all’attacco: «Gli operatori di Viareggio, dopo decenni di onorata attività ed a loro giudizio, disponendo delle necessarie autorizzazioni previste dalle norme vigenti, si scoprono "criminali". Il magistrato, seguendo la propria logica, ha disposto, nel bel mezzo della stagione turistica, il sequestro preventivo delle strutture. Determinando di fatto, la rovina economica delle imprese coinvolte».
È bene ricordare - per dove di cronaca - che l’inchiesta è partita da tempo e che, per qualcuno, l’iter giudiziario ha visto già numerosi pronunciamenti per lo più a favore dell’accusa. Nonostante questo, e nonostante gli avvisi di garanzia che hanno già raggiunto alcuni uffici, Comune, Parco e Soprintendenza non hanno però fermato il rilascio dei permessi. Illudendo gli operatori economici di aver raggiunto una regolarità che, invece, a detta della magistratura non c’era.
E fa pensare - su questa situazione - il silenzio dell’amministrazione comunale. «Sconcerta - scrive Confesercenti, la latitanza dell'amministrazione comunale che ha rilasciato, negli anni, le autorizzazioni del caso».
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