Il Tirreno

Versilia

Disavanzo 2013 da 41 milioni Il sindaco: ora i conti sono reali

di Donatella Francesconi

Il bilancio consuntivo contiene anche i dieci milioni della gara attesa dal 2009 per la Viareggio porto L’assessore avverte: per il conto finale vanno considerate le perdite delle partecipate

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Poco più di 41 milioni di euro (41.153.100,43), dei quali dieci il Comune si porta dietro dal 2009, quando il Consiglio di Stato ha annullato la gara di privatizzazione della Viareggio porto. È il disavanzo calcolato nel bilancio consuntivo del 2013, l’anno governato a metà dal commissario prefettizio Domenico Mannino e dal sindaco Leonardo Betti, eletto nel giugno dello stesso anno. La prossima settimana troverà compimento l’iter amministrativo che porterà il bilancio consuntivo 2013 in consiglio comunale. «La situazione reale non è mai stata portata alla luce», sottolinea il sindaco: «Il senso di responsabilità deve portare l’amministrazione a riordinare tutto».

Gli uffici del ragioniere capo Salvatore Santoro stanno ancora mettendo a punto i numeri e la cifra - informa l’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli - «potrebbe essere superiore». Il 2013 si porta dietro tutte le osservazioni fatte dalla Corte dei Conti alle gestioni precedenti (dal 2006 e poi per tutto l’arco dell’amministrazione Lunardini: non ultimi quei nove milioni recentemente contestati come disavanzo reale del 2012.

Se c’è una cosa che colpisce nei numeri del consuntivo è il segno meno che si ritrova a gran parte delle voci nella casella “maggiori o minori entrate”. Un segno negativo che non potrà che avere ripercussioni anche sul piano di risanamento che l’amministrazione Betti ha scelto di mettere a punto prendere “per le corna” l’esito della relazione del Mef. Un segno meno che ha radici profonde. Come spiegano il ragioniere capo del Comune e l’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli: «Abbiamo fatto il bilancio consuntivo di un anno che era già impostato da altri con quello che è stato realmente incassato».

Facile a dirsi, meno a farsi. Al punto che Santoro e Bertoli hanno potuto accedere ai dati richiesti alla Viareggio Patrimonio «solo a giugno. Ed è uno dei motivi del ritardo». C’era - spiega Santoro - «una mancata conoscenza di quanto la Viareggio patrimonio aveva fatto negli anni». E la chiarezza, ad oggi, «non è ancora totale». Santoro spiega come ha proceduto per arrivare ad un dato il più possibile “pulito”: «Ho chiesto il toltale della riscossione, per esempio della tassazione sulla casa. Avuta l’informazione, ho voluto la definizione dell’incassato: si trattava dell’ordinario per l’anno in questione, o erano pagamenti recuperati sui periodi precedenti? Ed ancora: in quale parte del bilancio finivano le due voci?». Senza ricostruire punto per punto con precisione i flussi informatici, mettere insieme queste informazioni diventa il peggior rompicapo. Ma Santoro sta ancora lavorando per ottenere che i dati fluiscano al Comune senza più intoppi: «Non voglio più fraintendimenti», dice netto. Sostenuto dal sindaco Betti, affacciato sul baratro del “pianeta partecipate”. Lo stesso baratro che aveva mosso una delibera di riduzione dei costi di Sea, voluta dall’assessore Gloria Puccetti e dall’ufficio ambiente, dopo la quale niente si è più mosso in materia di contratto di servizio per i rifiuti. «Per il conto finale - continua Bertoli - c’è da considerare le potenziali perdite derivanti dalle partecipate». Senza contare quei mutui che alcune partecipate non restituiscono all’amministrazione che li ha accesi per gli investimenti delle stesse società: la sola Viareggio porto - è il dato fornito dal Comune - deve ancora versare nelle case pubbliche 900mila euro dal 2009 ad oggi (200mila euro l’anno circa). Difficile pensare, in queste condizioni e con un disavanzo da un milione e mezzo, che non si possa aprire la procedura di liquidazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa