Il Tirreno

Versilia

Verde pubblico trascurato: mancano soldi e dipendenti

di Giorgio Carlini

Pinete, aiuole e giardini da fiore all’occhiello a cartolina desolante della città Senza le risorse rischiano di essere abbattuti (o di cadere) migliaia di alberi

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VIAREGGIO. Gli schianti dei rami degli alberi che sempre più spesso cadono a terra sono la significativa e desolante fotografia del verde pubblico in città. Viareggio, da sempre località turistica che ha fatto di giardini e pinete uno dei suoi punti di forza, offre ora un quadro poco incoraggiante dei suoi spazi verdi.

Che si tratti di pini secolari, palme maestose, canneti o piccole aiuole, non fa differenza: alberi e vegetazione soffrono in modo tremendo. E al rischio concreto per l’incolumità di cose e persone in caso di cadute, si aggiunge il danno di immagine in un momento delicatissimo per il turismo.

Dal Comune non nascondono le difficoltà: i lavori, dalle innaffiature alla manutenzione, sono molti, le risorse (e la manodopera) insufficienti. E a questo si aggiunge la scarsa cooperazione di buona parte dei cittadini: «Mi dispiace che non collaborino - afferma l’assessore Giorgio Fruzza - basterebbe che ognuno pulisse davanti a casa, sarebbe già qualcosa».

Numeri e gare. Il verde pubblico è gestito per il 50% dalla Sea e per un 10-15% dal Comune. Il restante 35% viene messo a gara, ma solo quando ci sono le risorse economiche a disposizione. Nel 2013, quel 35% è stato affidato a ditte esterne e la manutenzione ha funzionato. Ma nel 2014, per gli arcinoti problemi finanziari, non è stato ancora affidato. Con tanti saluti alla cura di oltre un terzo del verde cittadino.

Censimento a metà. Come ricordato dall’assessore Fruzza, in passato era stato avviato un monitoraggio su 4000 piante, lungo i luoghi ritenuti più a rischio. Gli alberi pericolosi sono stati tagliati, ma la maggior parte è stata classificata “da rivedere” entro 12 mesi. È trascorso un anno e mezzo, i controlli non si sono ripetuti e le pinete sono fuori dal monitoraggio. Si parla di 20-30mila alberi neanche censiti.

Dipendenti e limitazioni. Il Comune rivela che la squadra che si occupa del verde pubblico è composta da sole 7 unità, di cui la maggior parte con «varie limitazioni da invalidità». Impossibile, con queste premesse, garantire la manutenzione di migliaia di alberi. E incrementare i dipendenti tramite operai sottoutilizzati in alcuni periodi? Ipotesi difficile da realizzare per l’assessore: «Si potrebbero usare per la sistemazione dei giochi pubblici o per le riverniciature, ma per il verde servono persone giovani, motivate e specializzate».

Chi fa da sé… Fruzza non risparmia una critica ai viareggini. «Con le risorse che abbiamo stiamo facendo anche troppo. Quello che mi dispiace è che i cittadini non collaborano». L’assessore fa un paio di esempi significativi: «Abbiamo messo delle fioriere nella piazza a Torre del Lago. Vado a annaffiarle io stesso. Avevo chiesto ai titolari delle attività commerciali della zona di dare un secchio d’acqua al giorno: nessuno ha aderito».

E poi: «Ho la foto di un signore che ha tagliato solo metà della vegetazione ai piedi dell’albero davanti al marciapiede che interessava casa sua, e ha lasciato l’altra metà che non lo riguardava».

Addio alle palme. Anche le palme se la passano male. Gli esemplari colpiti dal punteruolo rosso, infatti, saranno abbattuti. Soluzione drastica, ma inevitabile, perché i trattamenti per debellare il coleottero sono molto costosi. La speranza per il futuro è poter ottenere un finanziamento da una fondazione bancaria per il trattamento delle palme (o almeno, di quelle che nel frattempo resteranno in piedi).

Anche le aiuole ko. I pozzi artesiani che alimentano il verde lungo la Passeggiata avrebbero bisogno di una continua manutenzione. Per controllare continuamente tutti gli impianti di irrigazione servirebbero almeno 4 persone, invece ce n’è una sola a disposizione.

Non solo: nel periodo invernale sarebbero necessari lavori preparatori e servirebbero pezzi di ricambio per le centraline. Ma rieccoci al punto di partenza: queste non vengono sostituite per mancanza di fondi, così le aiuole seccano perché il sistema di irrigazione non funziona.

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