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Versilia

Un’inchiesta pubblica sul nuovo elettrodotto

Un’inchiesta pubblica sul nuovo elettrodotto

I Comuni di Camaiore e Massarosa tornano a chiedere al governo di valutare la compatibilità del progetto Terna con norme ambientali e piano paesaggistico

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MASSAROSA. No, e poi no. Massarosa e Camaiore lo hanno già detto intutti i modi che non vogliono saperne del nuovo elettrodotto (con stazione elettrica a Balbano) che secondo il progetto di Terna Rete Italia dovrebbe attraversare anche il loro territorio comunale.

Dopo il nulla di fatto scaturito dal tavolo di concertazione tenutosi presso la Regione l’1 luglio scorso, le due amministrazioni - chiedendo di procedere in tal senso anche alle altre amministrazioni comunali coinvolte - richiederanno nuovamente al ministero per lo sviluppo economico di disporre lo svolgimento della procedura di “Inchiesta pubblica e contradditorio”, quella cioè che consente il più ampio coinvolgimento dei cittadini alla fase decisionale.

«Anche dopo l'approvazione nei consigli comunali dell’ordine del giorno con il quale si esprime contrarietà al progetto - dichiarano gli assessori Damasco Rosi di Massarosa e Simone Leo di Camaiore, che nei mesi precedenti hanno seguito la vicenda - stante l'esito infruttuoso del “tentativo di conciliazione”, chiederemo nuovamente la riattivazione della procedura, con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e interessati, affinché vengano valutate, anche attraverso gli opportuni approfondimenti tecnici che potranno essere richiesti a istituzioni pubbliche terze (ad esempio Università), una serie di questioni e criticità. Come prima cosa - spiegano - la più volte ribadita necessità o meno della realizzazione di un nuovo elettrodotto e di una nuova stazione elettrica va verificata attentamente anche in relazione all'andamento dei consumi energetici e alle politiche di risparmio energetico attivate e da attivarsi nell'ambito del progetto dell’Unione Europea denominato “Patto dei Sindaci” a cui molte amministrazioni comunali, comprese le nostre, hanno aderito approvando i Piani di azioni per l'energia sostenibile (Paes). Ribadiamo inoltre - continuano - la necessità del rispetto, qualunque ipotesi emerga, del vigente Piano di assetto idrogeologico emanato dall'Autorità di Bacino del fiume Serchio, nonché, a questo punto, la necessità della verifica di conformità, indipendentemente dalle soluzioni proposte, ai principi generali contenuti nel Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano paesaggistico adottato nella seduta del consiglio regionale della Toscana il 2 luglio scorso nonché alle altre norme regionali in materia di tutela del paesaggio. Infine vorremmo conoscere se il progetto della società è o meno conforme rispetto alle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio e di cui alla Convenzione europea del paesaggio».

I Comuni versiliesi sottolineano di non avere mai chiesto e di non chiedere la realizzazione di nuovi elettrodotti. Semmai, sottolineano, chiediamo «di intervenire primariamente sugli elettrodotti esistenti, abbattendo in modo significativo l’esposizione dei cittadini alle emissioni che le dette infrastrutture producono, come peraltro già sollecitato dalle nostre amministrazioni. È questo - concludono gli assessori Damasco Rosi di Massarosa e Simone Leo di Camaiore - è, ad avviso dei Comuni, l'interesse pubblico preminente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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