Il dolore
Sequestrate 100 casette in un camping
Il giudice accoglie le richieste del pm Mariotti. Aldo Cicala (Procuratore capo): vera e propria lottizzazione non autorizzata
VIAREGGIO. Due permessi a costruire, rilasciati dal servizio edilizia privata del Comune (dirigente Vincenzo Strippoli) il 10 aprile e 10 giugno 2014. E un provvedimento del giudice per le indagini preliminari (Riccardo Nerucci) datato 9 giugno con il quale «si dispone il sequestro preventivo» di 33 piazzole, 100 case mobili, 7 case tenda e relative opere di urbanizzazione. Va avanti l’inchiesta della Procura di Lucca (sostituto Procuratore Antonio Mariotti) ormai estesa all’intera area protetta della Tenuta Borbone, uno dei “pezzi” del Parco naturale di Migliarino San Rossore. Una Tenuta che, vista dall’alto, appare oggi come una città nella città. Tanto che il reato contestato ai camping oggetto dei provvedimenti della magistratura è quello di lottizzazione abusiva. In quanto - spiega Aldo Cicala, Procuratore capo a Lucca - «le strutture sono state tirate su in un comprensorio unico. E questo avrebbe dovuto comportare una lottizzazione che, invece, non c’è stata». O meglio, è stata - secondo l’accusa - abusiva. E autorizzata sia dagli atti del Comune che da quelli del Parco. L’Ente presieduto da Fabrizio Manfredi, infatti, ha concesso il nullaosta al camping Paradiso per «l’installazione di strutture temporanee per la ricettività a servizio di area campeggio» in data 8 aprile 2014. Motivando la decisione con il fatto che si tratta di «strutture temporaneamente ancorate al suolo limitatamente al periodo di permanenza del campeggio nell’area autorizzata». Dunque: secondo il direttore del Parco, Andrea Gennai, fino a quando il campeggio sarà in attività sarà legittimato a mettere a disposizione della clientela le case mobili in questioni. Eppure - e paiono ipotizzabili due pesi e due misure - quando nel novembre 2013 l’associazione viareggina canoa-kajak Versilia chiede allo stesso Parco l’autorizzazione ad allestire un campo canoa amovibile, il Parco rigetta il nullaosta perché l’associazione non ha fornito le informazioni richieste in merito «al numero delle giornate mensili di effettuazione delle manifestazioni per l’allestimento del campo gara».
In mezzo a questo “balletto” di sì e no per i quali riesce ardimentoso fissare delle costanti, per il cittadino è difficile orientarsi. Considerando anche che i titolari del camping “Paradiso” alle autorizzazioni di Comune e Parco hanno sommato anche quella paesaggistica del 7 aprile 2014.
«Quando nel marzo scorso abbiamo ricevuto la prima contestazione - spiega Mauro Coppa, titolare della “International sport camping Srl” - abbiamo rimosso le casette, spendendo 150mila euro. E abbiamo avviato l’iter per le autorizzazioni che ci sono stata concesse, tutte tra l’aprile ed il giugno. Cosa doveva farci pensare che, ad autorizzazioni rilasciate dagli Enti competenti sarebbe nuovamente scattato il sequestro?».
La risposta - chiaramente diretta più a Comune e Parco che al titolare del campeggio - è nell’atto del Gip Nerucci. Il quale ritiene che «la qualificazione del fatto nei termini della lottizzazione abusiva vanifichi, sotto il profilo del “fumus boni iuris”, i successivi e documentati interventi “riparatori” degli indagati sfociati nel rilascio di permesso a costruire e di accertamento di conformità, alla luce della natura e della complessità delle opere e delle conseguente insufficienza abilitativa ovvero sanante dei titoli ottenuti».
Insomma, il parere della magistratura è chiaro: non c’è autorizzazione che abbia validità di fronte allo scempio compiuto nell’area protetta della Tenuta. Scempio sul quale la Procura di Lucca ha deciso di intervenire in virtù della normativa nazionale in materia di tutela edilizia. Con un’indagine - sottolinea il Procuratore capo - «iniziata ben prima della stagione estiva e relativa ad opere che devono soddisfare il requisito della temporaneità e si configurano, invece, come interventi destinati a durare nel tempo». Una cosa è certa - conclude Mauro Coppa -: «Se mai avrò ragione in Tribunale, chiederò i danni a tutti».
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