Il dolore
Riceve un sollecito per una multa che ha già pagato
FORTE DEI MARMI. «Davvero vogliamo che Forte risulti odiosa agli occhi dei turisti stranieri?». A scriverlo è Jeanne Perego, giornalista italiana che da anni vive in Germania ma che frequenta dalla...
FORTE DEI MARMI. «Davvero vogliamo che Forte risulti odiosa agli occhi dei turisti stranieri?». A scriverlo è Jeanne Perego, giornalista italiana che da anni vive in Germania ma che frequenta dalla nascita Forte dei Marmi.
Jeanne racconta al Tirreno di aver ricevuto una «lettera di sollecito di pagamento di una multa, da me presa lo scorso anno al Forte, per essere entrata, senza rendermene conto, nella zona Ztl, dopo che erano state modificate le condizioni di accesso».
Una lettera scritta in tedesco, inviata dalla Nivi (società con sede a Firenze che opera per conto di oltre 400 comuni italiani, compreso quello del Forte) e definita «sgradevolissima, per il tono minaccioso e perentorio, che proprio non confà a una amministrazione comunale».
Come spiegato da Jeanne, inoltre, la multa era già stata pagata (e a conferma allega il bollettino che attesta il pagamento). «Sono molto irritata - scrive nella nota che ha inviato anche al comando di polizia municipale e al sindaco del Forte - perché la stessa cosa, sempre con la Nivi, accadde l’anno scorso a Lucca. In quella occasione - rivela - minacciava addirittura di segnalare il caso al registro automobilistico tedesco. E anche in quel caso la multa era stata già pagata. Non solo: a Lucca si mostrarono indignati per quel sollecito mai richiesto».
«Disavventure come queste - sottolinea Jeanne - possono rendere Forte “odiosa” agli occhi del turismo straniero. Anche perché in pochi hanno la possibilità di interloquire con le istituzioni come sto facendo io. Il gioco della Nivi - si domanda - è forse quello di ottenere un secondo pagamento da parte di chi preferisce evitare una vicenda legale?».
Infine, un’ultima curiosità: Jeanne sostiene che la lettera, oltre a non essere stata inviata come raccomandata («forse un documento di questo genere dovrebbe esserlo, per evitare il rischio che l’avviso possa andare perduto»), sarebbe stata spedita dalla Svizzera. «Visto che il mittente risulta essere la polizia municipale del Forte - conclude - con tanto di stemma comunale, non è quantomeno singolare che utilizzi le poste svizzere per l’invio della corrispondenza?».
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