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Versilia

La prof su Facebook offende la scuola

La prof su Facebook offende la scuola

Ha scritto: «Se prendesse fuoco, l’umanità intera ne trarrebbe beneficio». Poi spiega: «È stato solo uno sfogo»

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VIAREGGIO. «Se la scuola prendesse fuoco con tutti quelli che ci sono dentro, l'umanità intera ne trarrebbe beneficio». A scrivere un paio di giorni fa l'incendiario post su Facebook non è uno studente amareggiato dal punteggio ottenuto all'esame di maturità. Né qualche ragazzo bocciato o rimandato a settembre con una o più materie da recuperare. A digitare il commento sul proprio profilo è una professoressa che insegna in una scuola di Viareggio.

Uno sfogo in libertà, probabilmente dettato da un momento di amarezza, che però non è passato inosservato a chi la conosce ed è suo amico su Facebook. Qualcuno ha cliccato sul "mi piace", non si sa se perché condividesse o meno l'affermazione. Qualcun altro - compresi alcuni ex studenti - ha aggiunto dei commenti, in qualche caso cercando di ridimensionare le parole della professoressa (“Ma no, dai. Qualcuno salviamolo!”, ha provato a smorzare i toni), in altri buttandolo sul tono dello scherzo e nulla più. Ma fra coloro che hanno letto il post c'è anche chi ha pensato bene di rendere pubblica il più possibile la frase dell'insegnante. Diffondendola "urbi et orbi". Non si sa bene se per una forma di rivalsa nei confronti della scuola o - più probabilmente - per mettere nei guai la prof.

Se l'intento era quest'ultimo, l'obiettivo è stato sicuramente centrato. La notizia è circolata anche fra le aule della scuola coinvolta - in questi giorni ormai semideserte - arrivando fin sulla scrivania del preside. Che sembra averla presa con filosofia e dopo aver letto la frase scritta su Facebook, ha cercato di minimizzare.

La professoressa in questione, che a quanto ci risulta è molto amata dai suoi studenti, contatta telefonicamente ci tiene a ridimensionare la portata del messaggio. «Partiamo col dire che si tratta di un pensiero espresso privatamente su un profilo Facebook i cui contenuti sono visibili solo ai miei amici. Non era certo destinato a diventare pubblico, ma evidentemente qualcuno ha voluto farlo uscire, violando la mia privacy: ovviamente si tratta di uno sfogo. Capita a tutti, credo, in un momento di nervosismo di dire cose sopra le righe. Non va certo preso alla lettera e l’esagerazione della frase lo rende evidente. Ripeto, si tratta di uno sfogo privato che evidentemente qualcuno ha voluto divulgare. Uno studente? Non credo proprio. Con i miei alunni ho un rapporto splendido. E più in generale considero molto positiva la mia esperienza in quella scuola, dove ho instaurato buoni rapporti, a partire dal preside fino ad arrivare ai bidelli. Con alcune delle persone che ho incontrato ho stretto anche una vera amicizia. Poi, come avviene in ogni ambiente di lavoro, ci sono soggetti con cui ci si trova meglio e altri con cui si va meno d’accordo. Sono una donna schiva e riservata – conclude in qualche modo scusandosi per l’incidente – e non immaginavo di dover finire sulla bocca di tutti per uno sfogo privato fatto su un profilo che, ripeto, non è pubblico». La vicenda, si chiude qui, ma una lezione la si può ricavare: sul web gli spazi privati sono sempre meno tali.

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