Dipendenti Ersu in piazza raccolta dei rifiuti bloccata
Adesione attorno al 90 per cento per lo sciopero proclamato per chiedere la stabilizzazione di trentasei precari che rischiano di perdere il posto di lavoro
PIETRASANTA. Uno sciopero, quello che ieri ha visto l’adesione del 90% dei 240 dipendenti Ersu, che non ha sommerso di rifiuti la Versilia, come da molti temuto, ma che ha inevitabilmente lasciato una scia di disagi, problematiche e proteste da parte degli utenti. «Non avevamo altro strumento per fare sentire la nostra voce» è stato il mantra ripetuto sempre ieri mattina, nel municipio di Pietrasanta da un centinaio di dipendenti al sindaco Domenico Lombardi, l'unico amministratore dei cinque comuni-soci - come rimarcato dallo stesso primo cittadino - a confrontarsi insieme agli assessori Viti e Lazzerini con chi vede, e non da oggi, il proprio posto a rischio. Lombardi che contatterà il prefetto per arrivare, a breve, a un confronto fra le parti.
«Ci sono 36 precari che a fine 2014, se non troveremo una soluzione, saranno mandati a casa. È una storia che va avanti da 7 anni fra troppe parole. Adesso basta: i contratti a termine hanno costi aggiuntivi e questi precari lavorano 12 mesi l'anno in modo strutturale ai servizi svolti. Queste persone vanno stabilizzate: del resto come può una proprietà seria, che vede la sua azienda con un bilancio in attivo, negare queste assunzioni? Così come si può negare il premio di risultato se ci sono le risorse? La legge va rispettata, ma è proprio nella legge - sottolineano Morena Bacci e Giovanni Coluccini a nome della Rsu aziendale - che dobbiamo trovare le soluzioni».
Già, ma il problema è che Ersu, come ha ripetuto lo stesso Lombardi, nel 2015, se saranno rispettati i tempi previsti, verrà inglobata in Rete Ambiente, un’autorità di ambito molto più vasta che nei fatti «non assumerà lavoratori con contratto a tempo determinato. E che, se la situazione di cassa non sarà favorevole, potrà decidere in futuro di licenziare anche i cosiddetti lavoratori fissi. Ecco perché la questione va affrontata dalla politica, in modo serio e propositivo prima che sia troppo tardi» ha ribadito Antonio Andreozzi, referente sindacale. «Per quanto riguarda il premio di risultato il presidente di Ersu, Alberto Ramacciotti, ha assicurato che sarà garantito. Diversa è la questione dei 36 precari: il Comune di Pietrasanta - ha spiegato Lombardi - deve seguire le direttive della Corte dei Conti per coprire un buco di bilancio, da noi ereditato, che era inizialmente di 10 milioni di euro. Questo significa che non possiamo assumere, senza dimenticare che la legge impone una riduzione delle spese per le società partecipate. Premesso tutto mi impegnerò a portare avanti le istanze dei 36 lavoratori. Non credo che gli attuali contratti a termine possano essere trasformati a tempo indeterminato ma ritengo percorribile l'idea di una nuova selezione - sarebbe la terza nel breve volgere di pochi anni - per definire una graduatoria di cui il nuovo soggetto gestore sarà chiamato a tenere conto».
In poche parole trasformare i precari in lavoratori fissi, tramite appunto una selezione - contestata dai dipendenti per modalità e perché metterebbe a rischio posizioni acquisite nel tempo - da rendere esecutiva quanto meno entro settembre e comunque prima che diventi operativo il nuovo gestore. Percorso nebuloso, generoso per incognite e problematiche, «volete il porta a porta, volete innalzare la quota di raccolta differenziata e poi diminuite i servizi e mandate a casa 36 persone» hanno ripetuto i lavoratori che hanno sfilato lungo piazze e strade di Pietrasanta prima di fare tappa, con striscioni e cartelli, davanti al palazzo comunale.
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