Il Tirreno

Versilia

imprenditore emiliano innamorato della versilia

Vi spiego perché riapro il Faruk e l’ex Albè di Toppa

di Luca Basile
Vi spiego perché riapro il Faruk e l’ex Albè di Toppa

PIETRASANTA. Un mito evaporato nell'oblio di gestioni in chiaroscuro, il Faruk, la discoteca di Tonfano, che sabato 19 luglio tornerà a nuova vita. Una rinascita che porta la firma di Matteo De...

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PIETRASANTA. Un mito evaporato nell'oblio di gestioni in chiaroscuro, il Faruk, la discoteca di Tonfano, che sabato 19 luglio tornerà a nuova vita. Una rinascita che porta la firma di Matteo De Vincenzi, giovane imprenditore di Sassuolo, che della Versilia si è innamorato tempo fa e che proprio in Versilia sta investendo non poco denaro. «Parliamo, però, di investimenti a ragion veduta: per intendersi non sono uno che butta soldi dalla finestra. Credo e molto nelle potenzialità del litorale, come credo nel mio progetto che punta ad abbinare tradizione e innovazione». Già perché De Vincenzi - che ha operato inizialmente nella società di coperture e smaltimento eternit di proprietà del padre - non solo ha rilevato la concessione della discoteca griffata Faruk e dello stabilimento balneare annesso, ma ha anche acquistato, 2 anni fa, il ristorante Il Duca di Bacco a Lido di Camaiore, mentre entro fine mese ha in agenda il vernissage, al Forte, dell'ex Albè di Toppa «nicchia culinaria che in onore al mito Ferrari chiameremo Osteria 458» precisa De Vincenzi. Un settore, quello della ristorazione, che De Vincenzi conosce molto bene: «Abbiamo una catena di ristoranti - ben 7 di cui 5 di proprietà in Emilia, ndr - e mia madre, da sempre lavora in questo ambiente. I riscontri? Buoni: al Duca di Bacco, che si trova sulla spiaggia, proponiamo una cucina tradizionale, soprattutto a base di carne. Poteva sembrare un azzardo e invece piace e il giro di clienti, nonostante la crisi, è significativo».

Perché il Faruk e perché ancora investire in attività in difficoltà? «È il mio credo: non prendo, mai, un locale già avviato. Punto su qualcosa che non va o che è fermo da tempo. E' una formula che, nel mio caso, ha funzionato. Il Faruk è sempre stato presente nei ricordi di mio padre, di quando era più giovane: ma non ho investito denaro sull’onda emotiva, è ovvio: punto a rilanciare un format, quello delle big band, della musica dal vivo, dei personaggi su palco e della discoteca - che resterà aperta anche durante l'inverno - dove potersi divertire senza eccessi».

In Versilia, però, adesso, sono soprattutto i russi a mettere mano al portafoglio. «Ognuno ha la propria filosofia: sì, forse rappresento un'eccezione, visto che sono un giovane imprenditore italiano, fra l’altro neppure versiliese, ma credo che ci sia posto per tutti, soprattutto serve collaborazione. Ecco, io amo la Versilia, è il posto dove ho deciso di vivere con mia moglie e mia figlia e ritengo che la sua eleganza, la sua qualità e la sua esclusività, siano senza concorrenza. Detto questo anche la Versilia deve imparare qualcosa dalla Romagna: la cortesia e il rispetto del cliente, il sorriso quando si lavora. Intendo proporre un servizio a 4 stelle a un tariffario accessibile. Alla Versilia servono freschezza e dinamismo: penso di poter dare il mio contributo nel rispetto di chi ha fatto la storia di questa splendida terra».

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