Il dolore
«No al super canone Rai» artigiani e negozi in rivolta
Da viale Mazzini sono partiti circa 15mila “bollettini speciali” diretti in Versilia Chiesto il pagamento per i pc, ma le associazioni protestano: «È inaccettabile»
VIAREGGIO. Mamma Rai non fa sconti. Anzi, stanga i lavoratori. Sono in arrivo in questi giorni in Versilia i bollettini per il pagamento del canone speciale Rai. Non si tratta dell’ordinario balzello che la tv di Stato richiede a chiunque possegga un televisore, bensì di un esborso “speciale” – ma soprattutto ulteriore – che viene richiesto al popolo dei lavoratori: autonomi, artigiani, commercianti, negozianti, liberi professionisti e aziende. In pratica, a tutti coloro che hanno una partita Iva. Dati precisi non ce ne sono ma nella sola Versilia si parla di 15-20mila persone, considerando che solo gli artigiani sono 6mila.
La lettera di viale Mazzini. Il canone speciale è dovuto – si legge sul sito della Rai – da chi detiene "uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive fuori dall’ambito familiare nell’esercizio di un’attività commerciale e a scopo di lucro". Su questa ambigua definizione è nata una polemica: alcuni l’hanno interpretata in maniera estensiva, considerando computer, telefonini intelligenti e persino i sistemi di videosorveglianza assoggettabili al pagamento del canone. Di conseguenza uffici, liberi professionisti, artigiani in possesso di un computer o di uno smartphone (praticamente tutti) dovrebbero pagare. Anche la lettera che la Rai ha inviato a tutti coloro che hanno una partita Iva o sono iscritti alla Camera di commercio, non fa che accrescere dubbi: nella missiva c’è già il bollettino per il pagamento. Le somme vanno da 207 euro (negozi e studi professionali) a 6.789 (villaggi, navi e alberghi di lusso).
La rivolta dei lavoratori. Le associazioni di categoria sono scese sul piede di guerra: «Contestiamo totalmente la richiesta della Rai – spiega Stephano Tesi, direttore provinciale della Cna – È una questione che era già stata sollevata all’epoca del governo Monti: fu chiarito che il semplice possesso di un pc non era condizione sufficiente a far scattare l’obbligo di pagamento. Il canone speciale richiesto dalla Rai è dovuto solo nel caso in cui computer e schermi presenti in agenzia e negli uffici abbiano un sintonizzatore tv, oppure ci siano ancora in funzione dei videoregistratori, dotati di sintonizzatore tv. Contestiamo anche il semplice invio delle lettere: vorremo sapere con quale criterio è stato operato. Una semplice richiesta di informazioni? Non mi pare proprio, o almeno gran parte dei nostri assistiti non l’ha interpretata così ed è venuta a chiedere chiarimenti».
L’onere della prova. In effetti, oltre al bollettino di pagamento, nella missiva di Mamma Rai è presente anche un modulo che il titolare della partita Iva deve riempire e inviare alla tv di Stato spiegando che il pc viene usato per emettere fatture e stampare preventivi. Insomma, l’onere della prova viene lasciato in mano al titolare dell’azienda. E se non si risponde in tempi brevi e in maniera corretta, c’è il rischio di beccarsi la sanzione. L’ennesimo passaggio burocratico che i professionisti vedono come un altro ostacolo alla loro attività. «Non è accettabile – spiega Confcommercio – Purtroppo spesso accade che le norme non siano affatto chiare e che qualcuno, pur di non avere problemi e non incorrere in sanzioni, paghi anche se non dovrebbe. Meglio fare i dovuti accertamenti. Chi lo desidera può contattare i nostri uffici per fare una verifica insieme ai nostri esperti».
@Parrini77
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