La manifestazione
Donne scomparse, slitta il verdetto
La giuria prende tempo fino a martedì. Le difese di Remorini e Casentini: «Le accuse non reggono»
INVIATO A LUCCA. Nuovo colpo di scena nel processo sulle donne scomparse. La Corte d’Assise di Lucca, infatti, ha rinviato a martedì il verdetto sul caso di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, sparite da Torre del Lago tra l’agosto e il settembre del 2010. Una decisione che ha sorpreso, anche perché le arringhe degli avvocati difensori si erano concluse, come previsto, entro la mattinata di ieri.
Lo slittamento. La giuria, però, ha deciso di prendersi del tempo. Allungando di qualche giorno un processo che resta comunque vicino alla conclusione con tempi record: poco più di tre mesi di dibattimento. Quindi, il caso di Velia e Maddalena avrà un’ulteriore appendice martedì: si inizia alle 14 con le repliche e le controrepliche, e infine il pronunciamento del verdetto. Che dovrebbe arrivare nel giro di poche ore.
Le arringhe dei difensori. Ieri è stata, dunque, la giornata delle difese degli imputati. L’avvocato Massimo Landi ha parlato per Massimo Remorini, il principale accusato. Assicurando che Remorini «si preoccupava delle condizioni delle due donne: la vendita delle due case (per cui lo “zio” è accusato di truffa e circonvenzione d’incapace assieme all’avvocato Giunio Massa, ndr) fu decisa per necessità economiche, visto che Velia e Maddalena vivevano con la sola pensione di reversibilità di quest’ultima. Inoltre non è provato che i soldi dell’affare siano stati usati da Remorini per comprarsi il chiosco sul viale dei Tigli». Sia Landi che Eriberto Rosso, legale di Maria Casentini e Maurizio Pasquinucci, hanno attaccato soprattutto Francesco Tureddi: è la testimonianza dell’altro imputato la chiave dell’accusa, e i due legali hanno insistito nel definirla inattendibile. «Il racconto di Tureddi non regge, e di conseguenza non reggono le accuse - è stato l’attacco finale dell’avvocato Rosso - non è possibile collegare i decessi delle due donne ai comportamenti, anche se possono essere più o meno criticabili, di Remorini e della Casentini. Che non hanno mai privato della libertà Velia e Maddalena». L’avvocato di Tureddi, Aldo Lasagna, ha invece ribadito la buona fede del suo assistito. Tutti e tre i legali hanno chiesto l’assoluzione per gli imputati. Con una postilla, quella dell’avvocato Rosso: «Non vi chiediamo solo l’assoluzione, vi chiediamo giustizia».
Le richieste di condanna. La pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per Remorini e 21 anni di reclusione per la Casentini, entrambi ritenuti responsabili di omicidio volontario. La Procura ha chiesto, inoltre, altri 3 anni per Remorini per la truffa, la circonvenzione di incapace e i reati patrimoniali nei confronti di Velia e Maddalena, oltre a 600 euro di multa, e 2 anni per gli stessi reati commessi verso l’altra parte offesa, Raffaella Villa. Per il favoreggiamento chiesti 20 mesi per Tureddi e 9 mesi per Pasquinucci.
@matteotuccini
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