Il Tirreno

Versilia

29 giugno 2009

Strage, i familiari delle vittime: quella mozione non è la nostra

Strage, i familiari delle vittime: quella mozione non è la nostra

VIAREGGIO. Parlano di «finto teatrino del consiglio comunale aperto del 20 giugno solo per pubblicizzare e pubblicizzarsi» e di discussioni inutili, dei consiglieri comunali, durate più giorni, per...

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VIAREGGIO. Parlano di «finto teatrino del consiglio comunale aperto del 20 giugno solo per pubblicizzare e pubblicizzarsi» e di discussioni inutili, dei consiglieri comunali, durate più giorni, per arrivare a partorire un documento difforme da quello precedentemente concordato con i familiari». Seguono 47 firme, su carta intestata dell’associazione “Il mondo che vorrei” che riunisce i familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009. Per raccontare tutta «l’inutilità della mozione farsa votata dalla maggioranza del consiglio».

Farsa condita di «inutili interventi, e senza un benché minimo di senso. Interventi per giustificare l'ingiustificabile». Ed «inutile il voto del primo cittadino che, votando entrambe le mozioni, si e guardato bene di prendere una posizione chiara e forte, ed è stato sonoramente smentito dalla sua maggioranza che non ha votato come il suo sindaco».

Altrettanto «inutili le mail inviate nei giorni successivi, per giustificarsi di una scelta offensiva verso noi familiari e la città stessa». Una posizione che i familiari ritengono «doverosa da parte di tutti noi e delle associazioni che quotidianamente con il loro supporto personale ed economico e attraverso la loro continua presenza a tutti gli appuntamenti fino ad ora organizzati».

Per esprimere «il totale rifiuto della mozione approvata in consiglio comunale del 28 giugno 2009, perché difforme da quella presentata in data 20 giugno e concordata con rappresentanti ufficiali del consiglio comunale. Quello che è emerso da questi fatti è ciò che noi sentiamo di non meritarci, ma soprattutto chiediamo di rispettare il 29 giugno e i nostri cari. Se volete continuare ad essere inutili, non chiamateci più, abbiate la sensibilità di lasciarci fuori dai vostri giochini politici e abbiate almeno la decenza di non prenderci in giro. Ve ne saremmo grati». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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