Il Tirreno

Versilia

Romanini, condannati due carabinieri

di Matteo Tuccini
Romanini, condannati due carabinieri

Tre anni all’ex comandante Ionta, 2 a Martignetti: «Aiutarono l’imprenditore nell’indagine sull’omicidio». Assolto Iardella

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CAMAIORE. Due carabinieri sono stati condannati per favoreggiamento nei confronti dell’imprenditore Roberto Romanini, finito sotto inchiesta perché accusato di aver fatto uccidere il cugino Stefano.

Il tribunale di Lucca ha inflitto 3 anni all’ex comandante della stazione di Camaiore Ciro Ionta, 57 anni, ora in pensione, e 2 anni e 3 mesi al brigadiere Gianluca Martignetti, 40 anni. Ionta è stato riconosciuto colpevole anche di omessa denuncia, con sospensione dai pubblici uffici per 5 anni. Assolto, invece, sempre dall’accusa di favoreggiamento e omessa denuncia l’altro imputato Ennio Iardella, 58 anni, anche lui in pensione già all’epoca dei clamorosi arresti.

La vicenda riguardante i tre militari esplose nel giugno 2011, pochi mesi dopo l’assassinio di Stefano Romanini, avvenuto con un agguato sotto casa. I militari Ionta e Martignetti finirono agli arresti domiciliari su richiesta del pm Fabio Origlio; Iardella, invece, finì addirittura in carcere a Lucca. Per tutti e tre l’accusa era di aver nascosto alla polizia elementi preziosi per l’indagine sul delitto: in particolare, veniva contestato loro di non aver riferito agli inquirenti che Stefano Romanini era vittima degli usurai, e che nel 2010 la sua auto era stata presa a pistolettate. Particolari riferiti proprio da Roberto, cugino di Stefano. Che poi è finito nel mirino della Procura come presunto mandante dell’omicidio.

Gli arresti dei tre militari causarono un vero e proprio terremoto, e non solo nell’Arma. Aggiungendosi allo choc per un delitto di stampo mafioso, che ancora oggi attende di conoscere il responsabile. Un delitto terribile, con l’imprenditore edile raggiunto da quindici colpi di pistola prima di andare al lavoro. E che ha destato inquietudine sin dal primo momento, quando la cognata accusò «il Dio soldo» per quanto accaduto.

Il processo ai tre carabinieri, a sua volta, è stato lungo e complesso, con intercettazioni telefoniche e accuse molto gravi. Accuse che i legali degli imputati respingono. Così l’avvocato Giacomo Ciardelli, difensore dell’ex comandante Ionta: «Non riusciamo a capire in cosa consista l’accusa di favoreggiamento. Comunque faremo appello, perché ribadiamo la nostra linea e la nostra verità, che non è quanto emerso dalla sentenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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