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Slitta la sentenza sul caso delle donne scomparse

Slitta la sentenza sul caso delle donne scomparse

La Corte d'Assise di Lucca sposta il verdetto a martedì. La pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per Remorini e 21 anni per la badante Casentini

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Viareggio. Slitta la sentenza sul caso delle donne scomparse. La Corte d'Assise di Lucca ha deciso di rinviare a martedì il verdetto sulla vicenda di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, viste vive per l'ultima volta tra agosto e settembre 2010 in un campo in via dei Lecci.

L'udienza è stata dedicata alle arringhe difensive. A parlare sono stati i legali che assistono gli imputati: Massimo Landi per Massimo Remorini, Eriberto Rosso per Maria Casentini e Maurizio Pasquinucci, Aldo Lasagna per Francesco Tureddi. Gli imputati sono appunto Massimo Remorini, 57 anni, accusato di omicidio, occultamento e distruzione di cadavere, sequestro di persona, maltrattamenti, truffa e circonvenzione d'incapace; Maria Casentini, 54 anni, accusata di omicidio e maltrattamenti; Francesco Tureddi, 60, accusato di favoreggiamento; Maurizio Pasquinucci, 28, accusato di favoreggiamento. Delle accuse al quinto imputato, Giunio Massa, 69, si discute in un procedimento a parte.

La pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per Remorini e 21 anni di reclusione per la Casentini, entrambi ritenuti responsabili di omicidio volontario. La Procura ha chiesto, inoltre, altri 3 anni per Remorini per la truffa, la circonvenzione di incapace e i reati patrimoniali nei confronti di Velia e Maddalena, oltre a 600 euro di multa, e 2 anni per gli stessi reati commessi verso l’altra parte offesa, Raffaella Villa. Per il favoreggiamento chiesti 20 mesi per Tureddi e 9 mesi per Pasquinucci.

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