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Viareggio porto: possibile la liquidazione

Viareggio porto: possibile la liquidazione

L’assessore Lorenzo Bertoli: mi guida un unico principio, quello per cui il vero padrone è il cittadino

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VIAREGGIO. «Cosa penso del futuro della Viareggio porto è assolutamente conseguente con il lavoro che ho impostato per la Viareggio Versilia congressi...». Parla così l’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, deciso a mettere le mani nella galassia delle società partecipate dal Comune guidato da un solo principio: l’interesse dell’unico vero padrone, che è il cittadino». È quanto Bertoli dirà all’assemblea del Pd cittadino, già convocata per il 16 luglio quando - è molto probabile - già sarà resa nota la relazione del ministero delle finanze sullo stato dei conti del Comune. «Siamo arrivati al dunque», continua Bertoli: «Ma è un “dunque” che va visto in positivo, come la possibilità di semplificare, di tornare alla regole elementari e al loro rispetto».

La Viareggio porto, dunque, potrebbe essere destinata alla liquidazione. Considerando anche le condizioni attuali del mercato dei posti barca, crollato - per il solo valore dei posti - del 60% rispetto al 2008 e questo solo tra 2012 e 2013. Insomma, alla fine, neppure vendendo per intero le quote della società oggi interamente pubblica si riuscirebbe a recuperare i dieci milioni da restituire all’ex socio provato Ferragamo.

Se il destino della Viareggio porto fosse davvero la liquidazione, le concessioni demaniali per l’approdo della Madonnina e per la terra di nessuno del Triangolino tornerebbero sul mercato.

«L’intenzione di questa amministrazione - fa presente l’assessore al bilancio - è ricondurre tutto al rispetto delle norme, al controllo analogo, al rispetto dell’interesse del vero padrone che è il cittadino. Da questa strada - questa è la mia parola - non ho alcuna intenzione di recedere». Costi quello che costi. Compresa l’impopolarità. Perché Bertoli alla domanda sul Carnevale che tanto infiamma la politica viareggina sempre a caccia di consensi in terra di cartapesta, ha una sola risposta: «Si tratta di una manifestazione per la quale si paga il biglietto. Ed allora che si facciano i conti partendo da questo. E dai contributi pubblici già garantiti dagli altri Enti e, infine, da quello del Comune se sarà possibile». Più chiaro di così l’assessore non poteva essere. Perché per cambiare ci vuole coraggio...(d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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