L’altolà sui conti: è no su ogni richiesta di spese non obbligate
VIAREGGIO. Spese possibili solo se rientrano «nella casistica dell’istituto della gestione provvisoria che è limitata all’assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da...
VIAREGGIO. Spese possibili solo se rientrano «nella casistica dell’istituto della gestione provvisoria che è limitata all’assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati per legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, rate di mutuo, canoni, imposte e tasse, ed in generale limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi dell’Ente». È il 30 giugno scorso e così scrive Salvatore Santoro, ragioniere capo del Comune, nel documento che finisce dritto nella delibera di Giunta del primo luglio, quella con la quale l’amministrazione del sindaco Betti delibera di «prendere atto delle gravi irregolarità e violazioni che afferiscono alla sfera economico/ finanziaria dell’Ente nonostante l’esistenza di atti deliberativi, muniti di favorevoli pareri di regolarità tecnico/contabili dei dirigenti e dell’organo di revisione contabile».
Ove non si ricada nella fattispecie della gestione provvisoria - è ancora Santoro a scrivere - «il parere è da intendersi non favorevole». Meglio, dunque, non azzardarsi nemmeno a chiedere.
La relazione del ragioniere capo, nata dal lavoro avviato spalla a spalla con Santoro, dall’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli, inizia proprio da una di quelle violazioni cui fa riferimento la delibera di Giunta che ne assume l’impianto. Dalla analisi del bilancio di previsione definitivo 2013 è emerso - così Santoro - «un disavanzo di previsione di 4 milioni e 384.580.28. Disavanzo per il quale non sono stati adottati provvedimenti significativi di riequilibrio neppure in sede di assestamento». Assestamento che è stato approvato dalla Giunta Betti e dal consiglio comunale. Non averne tenuto di conto - è ancora le relazione di Santoro, indirizzata ai dirigenti del Comune, al segretario generale, al sindaco, agli assessori e al collegio dei revisori dei conti - «è configurabile come grave violazione di un principio cardine del bilancio: il principio del pareggio finanziario complessivo, secondo cui il bilancio di previsione deve essere deliberato in pareggio finanziario complessivo, attraverso una rigorosa valutazione di tutti i flussi di entrata e di spesa al fine di dare a quest’ultimo effettività della copertura. Di contro, il mancato rispetto di questo basilare principio contabile basta per travolgere tutti gli altri principi di bilancio, evidenziando in particolar modo il mancato rispetto dei principi di veridicità ed attendibilità dello stesso». E se un bilancio non è veritiero, la conclusione è inevitabile...
Ai problemi evidenziati nel bilancio di previsione «si connette l’emergere - continua Santoro - in fase di lavori propedeutici alla predisposizione del consuntivo 2013, di un rilevante disavanzo e di un ripetuto utilizzo delle anticipazioni di tesoreria». Fosse solo questo, il problema...Perché - spiega il ragioniere capo - il ricorso all’anticipazione di tesoreria dovrebbe rappresentare «un’operazione di breve durata volta a superare una momentanea situazione di scarsa o insufficiente liquidità. E non può essere adottata come fonte sistematica di finanziamento dell’Ente». Ed invece, nel caso del Comune di Viareggio, «il ricorso all’anticipazione di tesoreria è motivato dal percorso deficitario che attraversa l’Ente e, quindi, ha un risvolto di carenza strutturale in quanto ricorrono le condizioni di abitualità e stabilità». La situazione di cassa - ricorda Santoro - «è il vero indice dello stato dei conti del Comune. Ed esprime, nella sua evidenza contabile, lo stato di profonda crisi finanziaria e di liquidità aggravata dalla presenza di spese liquidate e non ancora oggetto di mandato di pagamento».
Per chiudere (e non in bellezza), la considerazione che «anche per più anni il Comune non ha restituito integralmente al Tesoriere le anticipazioni di tesoreria ricevute. E tale comportamento risulta aggravato dal costante ricorso a tale operazione. (d.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google