Sicurezza
Crisi e nuove regole: così sopravvive la movida versiliese
Orari ridotti e feste sparite: ma il divertimento è ancora qui Ecco la mappa dei locali che spopolano. Nonostante tutto
VIAREGGIO. Lo scenario delle feste in Versilia ha subito mutamenti notevoli e progressivi nel corso degli anni. Nel discorso, però, non rientrano le discoteche. Quelle fanno parte di un contesto a sé, anch’esso non immune a cambiamenti. Dai party in spiaggia a quelli negli stabilimenti balneari il passo è lungo. Se non nel concreto, almeno idealmente. La movida estiva non è più quella di prima. Torna utile una celebre frase di John Fitzgerald Kennedy: «Gli uomini vincenti trovano sempre una strada, i perdenti una scusa». Ha vinto il buon senso, inteso come proposito di accontentare tutti, chi si vuol divertire e chi vuol dormire. Sarà per questo che le lamentele, da entrambi i versanti, non si sono fatte attendere. Ognuno, come può, cerca di far valere le proprie ragioni.
Le nuove regole sulla movida. È doveroso partire dalla stretta attualità: dal 28 giugno è entrato in vigore il nuovo regolamento per le attività di intrattenimento. D’estate, per le due marine, Torre del Lago e Darsena, limite fissato per le 4 nel weekend, un’ora prima le altre sere. Per Passeggiata e Città giardino stop alla musica all’una (il venerdì ed il sabato alle due). Ed è proprio qui che le divergenze tra il popolo della notte e residenti (a cui si aggiungono turisti della terza età) si fanno più aspre. Gli stabilimenti balneari che organizzano le feste devono scrupolosamente rispettare le regole. Altrimenti rischiano grosso. Eppure il loro raggio temporale d’azione è piuttosto ridotto, nonostante l’idea di “anticipare” l’inizio della serata con l’aperitivo. Ma in Versilia adesso si fa come in Spagna: si esce tardi da casa (o dalla pizzeria, se in compagnia di amici) e si va nei locali non prima delle undici. Divertimento concentrato in poche ore, per chi scansa le discoteche.
Le feste nei bagni. I posti che fanno più tendenza, sono quelli presi d’assalto dai giovani. Il must del venerdì, stando ai riscontri dei primi weekend estivi, è l’Aloha (l’ultimo bagno di Viareggio, prima della Fossa dell’Abate e dei locali di Lido di Camaiore). Il sabato, sfruttando la scia dello scorso anno, sono ricominciate le feste al Teresita. Scene tutto sommato simili: poco prima della mezzanotte ondate di ragazzi ballano all’aperto, sotto le stelle, dopo un’attesa più o meno lunga (qualcuno lo ha fatto notare) all’entrata, coi buttafuori che provvedono alla selezione. La formula ad ingresso libero con consumazione facoltativa (il costo va dai 5 euro per una birra agli 8 per un cocktail alcolico) piace perché meno impegnativa delle discoteche (dove si paga un biglietto che si aggira tra i 15 ed i 25 euro). Ma alle due, fine delle danze. La musica lascia il posto al silenzio, i giovani disapprovano, ma sanno che queste sono le regole del gioco. C’è chi va via subito, per non disperdere l’adrenalina e chi, invece, si ferma a scambiare quattro chiacchiere sia dentro, che fuori lo stabilimento balneare, magari per progettare come continuare o concludere la serata.
Le feste in piscina. Dalle feste nei bagni, a quelle in piscina. È un fenomeno che sta tornando di moda, a Viareggio. Già su Facebook compaiono i primi eventi: 31 luglio al Balena 2000, altri due (28 luglio ed 11 agosto) in location che ancora non sono state svelate. Chi le organizza, decide l’orario (nel 2013 molte iniziavano nel primo pomeriggio) e fa pure il prezzo. La soluzione dell’entrata gratuita con drink non obbligatoria può lasciar spazio al rilascio di un braccialetto (a pagamento) che dà diritto ad una o più consumazioni. Trattandosi di eventi sporadici, fuori dall’abituale routine estiva, coinvolgono tantissimi ragazzi. In questo caso il tam-tam sui social network fa realmente la differenza. Ritornando alla frase di Kennedy, a prevalere, dunque, è stata la via dell’equilibrio.
E in spiaggia? Ma nel panorama della movida versiliese mancano le feste in spiaggia. Messe in naftalina già da un paio di anni, autentico pomo della discordia, tra liti, polemiche e malumori. Una su tutte, il Croda. Per un weekend al mese (uno a giugno, uno a luglio ed in qualche caso pure uno ad agosto) la spiaggia libera della Darsena, dove adesso c’è il Beach Stadium, accoglieva un numero incalcolabile di viareggini, versiliesi e toscani. Perché era un evento talmente rinomato che da ogni parte della Toscana accorrevano in migliaia. E lì poco importava se alle due il dj spegneva la musica. Incidenti, ragazzi con tasso alcolico a volte alle stelle, proteste dei gestori dei locali della Darsena erano l’altra faccia della medaglia. La prospettiva è cambiata, il rischio è stato considerato troppo alto e pure il Croda è stato accantonato. Seppur in tono minore, anche le feste nella spiaggia libera di Lido avevano un loro seguito. Anch’esse organizzate un sabato al mese, si svolgevano con le solite modalità del Croda: l’entrata è libera, se si vuol bere si va al bar. Anche se in tanti aggiravano i costi, portandosi l’alcol direttamente da casa, in bottiglie di plastica. I paladini del divertimento notturno rimpiangono quelle folli notti in spiaggia, dove si ballava a piedi nudi o al massimo con le infradito e poi ci si tuffava in mare, invocando un senso di libertà che sentono di aver smarrito perché, a parer loro, le restrizioni hanno avuto ragione sul resto.
La Notte da pedoni. Si consoleranno con la “Notte da pedoni”, fissata per venerdì 1º agosto (è giunta alla sua quarta edizione). Ci si muove in bici, monopattini, carrozzelle, con qualunque mezzo non a motore. E si segue la massa, girando per vari locali di Viareggio, dal The Club all’Aloha, passando per Bar Shelley, Bar Ok, Sa Playa e Kalika. Dopo le feroci polemiche degli anni scorsi, gli organizzatori (e non solo) ribadiscono che non si tratta di una “chiamata all’alcol”: ognuno beve ciò che vuole, dalla birra alla coca cola, dalla vodka al succo di frutta. Comincerà alle 20, terminerà a notte inoltrata. Per un solo venerdì di inizio agosto, il centro città verrà invaso dall’esercito dei ragazzi in festa. Quelli a cui prima la Versilia molto di più e che ora si devono accontentare, perché i rubinetti del divertimento sono stati chiusi.
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