Sicurezza
Villa danneggiata dai lavori Maxi-risarcimento a Forte
La Provincia di Lucca dovrà pagare quasi 500mila euro a due proprietari che le avevano fatto causa per un cantiere aperto sulla via di Scorrimento
FORTE DEI MARMI. Riceveranno quasi mezzo milione di euro per i danni al loro villino, causati da lavori della Provincia sulla via di Scorrimento. E ora il maxi-risarcimento a due proprietari fortemarmini è diventato un caso politico. Con tanto di richiesta di chiarimento in consiglio provinciale da parte dell’opposizione per per un risarcimento record che è lievitato dal 1999 a oggi.
«I fatti sono chiari e con essi le relative sentenze e i documenti - spiegano da Forza Italia - Tutto nasce da una delibera portata in consiglio provinciale, con la quale si chiede una variazione di bilancio e il riconoscimento di debiti fuori bilancio, a seguito di una sentenza della Corte di Appello di Firenze dello scorso 4 febbraio. Che impone all’ente il pagamento di ben 449mila euro per una vicenda paradossale che abbiamo scoperto verificando tutti i documenti».
«La sentenza Provincia di Lucca contro Flori e Biagi - prosegue una nota - si riferisce una vicenda relativa all’estate del 1995, e riguardante i lavori di costruzione del 3° lotto della strada di scorrimento a Forte dei Marmi. I signori Flori e Biagi lamentarono il danneggiamento del villino di loro proprietà, chiedendo il risarcimento dei danni procurati durante l’esecuzione dell'opera. La richiesta di risarcimento era stata ripetuta dai proprietari nel 1998, senza esito. A quel punto Flori e Biagi si sono rivolti alla Magistratura citando in giudizio l’ente provinciale, mentre nel frattempo la ditta esecutrice dei lavori, era fallita. La prima sentenza è arrivata nel 2005 dal Tribunale di Viareggio e ha condannato la Provincia al pagamento di 60mila euro ai proprietari dell’abitazione. La Provincia ha presentato appello alla Corte di di Firenze, che ha emesso la sentenza finale, visto che non è stato poi presentato ricorso in Cassazione».
«Ora, con tutti i problemi economici che hanno portato come conseguenza una riduzione dei servizi, alla vendita di tutte le azioni e un aumento delle tasse, risulta evidente che una gestione politica più attenta al denaro pubblico avrebbe consigliato di cercare una transazione, un aggiustamento nelle forme consentite dalla legge, evitando lo spreco di 400mila euro rispetto alla prima sentenza. Una cifra enorme, che avrebbe permesso di asfaltare tantissime strade, piuttosto che contribuire all’erogazione di tanti altri servizi. In questo caso l’inerzia di chi amministra l’ente ha prodotto un grave danno economico, perché se ne vanno importanti risorse per una diatriba che poteva essere composta in ben altro modo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
