Il Tirreno

Versilia

Una città sporca e indecorosa

di Donatella Francesconi
Una città sporca e indecorosa

Viaggio fra strade e piazze nel primo weekend d’estate fra i troppi segni di incuria quotidiana

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VIAREGGIO. Bastano due passi in giro per la città: qua i cassonetti che traboccano, là i sacchetti dei rifiuti lasciati in giro, piazza D’Azeglio che si è trasformata in un dormitorio con vista sulla Passeggiata, cartellonistica storta, rotta, resti di biciclette, alberi tagliati e lasciati a terra, o peggio ancora in piedi ma circondati da inquietante nastro bianco/rosso. Quotidiano degrado di una città arrivata all’ultimo atto per quanto riguarda le finanze pubbliche, ma anche per la testa di chi dovrebbe garantire che la macchina comunale, partecipate comprese, lavorassero per il servizio che i cittadini pagano. Invece, la galleria del quotidiano degrado è sotto gli occhi di tutti.

In gran parte è proprio sporcizia, spazzatura lasciata in giro: dai cittadini incivili ma anche da chi dovrebbe assicurare la pulizia della città non solo pensando ai servizi programmati e poi chissene...Ma con un occhio alle esigenze di una città turistica, ammesso ci si ricordi che questa Viareggio è. Svuotare i cestini, in Passeggiata, in centro, nelle vie del commercio; tagliare l’erba; assicurare le manutenzioni; evitare che il simbolo della città non sia più la Torre Matilde, ma il nastro bianco e rosso disseminato ovunque in terno, o peggio i divisori stradali in plastica che piacciano tanto a tutte le amministrazioni viareggine, al punto da “servirli” a cittadini e turisti non senza una certa pericolosità.

Il nastro circonda gli alberi a rischio caduta in piazza D’Azeglio, dove non sono solo le piante a cadere, perché la pavimentazione è completamente saltata. E la domanda è inevitabile: è impresa impossibile raccogliere le mattonelle autobloccanti e magari conservarle in un magazzino per tempi migliori, se e quando sarà possibile fare i lavori? Intanto si eviterebbe ai passanti di fratturarsi le ossa cadendo...

Ai bambini si chiede di raccogliere ciò che è a terra...Forse si può rimuovere la recinzione in legno della pineta di Ponente che è andata a farsi benedire da quel dì...Vederla buttata lì o non vederla più fa la differenza.

Ma anche chiudere l’innaffiatore davanti al Centro congressi che si è rotto ed inonda pista ciclabile e marciapiede - come ci segnala un cittadino - mentre il suo “gemello” poco distante bagna qualsiasi cosa tranne che l’erba.

E che dire del sottopasso ferroviario della Rondinella - la segnalazione arriva dal signor Franco Doveri - dove si dovrebbe andare a piedi come da ordinanza comunale, anche perché c’è chi ha scambiato quel passaggio per una pista sulla quale fare le corse su due ruote.

È la città vista dai cittadini e quella che presentiamo quotidianamente a chi viene in vacanza...

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