Melhman, trent’anni di Pietrasanta
Lo scultore americano si racconta: «Qui mi sono innamorato di mia moglie»
PIETRASANTA. Ron Melhman arrivò a Pietrasanta nei primi anni '80 alla ricerca di materiali nuovi per le sue sculture: era partito dal legno, infatti, per arrivare al bronzo, marmo o anche marmo dipinto alla stregua dei classici greci e romani. Una decina di anni dopo la bella mostra nel chiostro di S.Agostino assieme alla moglie Janice dal titolo “Una Prospettiva Condivisa”: scultore lui, fotografa lei, l'espressione significava sia in inglese che in italiano progetto comune sia di arte che di vita.
Sono passati diversi anni e il progetto si è realizzato, in maniera indipendente per ognuno dei due, ma insieme nello stesso tempo. E' nata una splendida figlia Elena e la lista dei successi artistici di entrambi è diventata ogni anno più lunga. Difficile, dunque, parlare soltanto di Ron, perché da quando con Janice hanno eletto Pietrasanta a loro seconda dimora, il percorso è sempre comune. Sono due artisti americani che vivono la loro vita tra New York e Pietrasanta cercando di cogliere il meglio che le due città possono offrire: vivacità, impegno, frenesia l'una, calma, tranquillità, rielaborazione l'altra. Per questo Ron sarà insignito domani sera del prestigioso premio "Pietrasanta e la Versilia nel mondo" assegnato dal 1991 dal Circolo Fratelli Rosselli in collaborazione col Comune all'artista che più si è distinto nella promozione di Pietrasanta.
Ron, qual è il tuo rapporto con Pietrasanta?
«E' una specie di storia d'amore, passo metà del mio tempo a New York e metà a Pietrasanta, ma ogni giorno che sono a New York sogno Pietrasanta. Qui mi piace la gente, la facilità, il bel tempo, gli incontri, tutto sembra più familiare».
Come è cambiata Pietrasanta in questi trenta anni?
«Nei primi anni Ottanta Forte dei Marmi era molto più conosciuta a livello internazionale per il jet set, per la località turistica, poi Pietrasanta è diventata quello che è diventata soprattutto a livello artistico. Naturalmente, come la vita cambia, anche Pietrasanta è cambiata senza fare eccezione: se da un lato è diventata più turistica e commerciale, dall'altro offre sempre un'estrema visibilità e questo per un artista è importantissimo. Ci sono gallerie, collezionisti di ogni tipo, puoi incontrare principesse arabe o gente dello spettacolo come grandi artigiani. Ho fatto qui amicizie importanti vuoi per l'arte, per il cibo, per i marmi da scegliere o anche per semplici episodi di vita quotidiana, cosa c'è di più bello?»
Ha un episodio, un ricordo che ti lega a Pietrasanta in modo particolare?
«Mi sono innamorato di mia moglie. Eravamo in vacanza da amici nell'estate 1979 e tutto cominciò sorseggiando un cappuccino su una terrazza di Capriglia, guardando Pietrasanta e il mare. Un amore che dura da 35 anni».
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