Il Tirreno

Versilia

Cecchi Pandolfini, il sindaco che volle la Versiliana pubblica

di GIULIANO REBECHI
Cecchi Pandolfini, il sindaco che volle la Versiliana pubblica

Sua la scelta di acquistare la villa e gli 80 ettari del parco E a 25 anni dalla sua scomparsa Pietrasanta lo ringrazia

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di GIULIANO REBECHI

Vedeva lontano Rolando Cecchi Pandolfini. Forse è questo il tratto della sua vita che, meglio di ogni altro, riesce a dirci chi fosse veramente quell’uomo che per quasi un quarto di secolo sedette sui banchi consiliari a Pietrasanta, primo ed unico sindaco comunista eletto della città, dal 1970 al 1985. Guardando lontano nel tempo, sul finire della sua lunga stagione politica, Cecchi Pandolfini compì la scelta amministrativa in assoluto più significativa e importante, non solo per la comunità locale ma per la Versilia intera: l’acquisto del parco della Versiliana, ottanta ettari di pineta e di bosco mediterraneo che dalla sera del 24 giugno 1980 tornarono ad essere patrimonio di tutti. E’ vero, lo fece con il voto decisivo e unanime del consiglio comunale. Ma l’artefice di quell’operazione, partita molto prima con una lunga e complessa trattativa con la proprietà, fu senz’altro lui.

Semmai, se qualcuno ebbe a condividere i meriti di quell’impresa fu l’ex consigliere socialista Gaetano Pasquinucci, suo amico e noto pediatra. Cecchi Pandolfini per far approvare dal consiglio la delibera di acquisto compì un capolavoro di intelligenza. In aula disse che i 2 miliardi e 600 milioni di lire necessari per la transazione sarebbero stati coperti con un mutuo “promesso” dalla cassa depositi e prestiti e con un contributo della Regione Toscana anch’esso “promesso” in una lettera a lui inviata dagli amministratori fiorentini. Cecchi sapeva che quei soldi non sarebbero mai arrivati e che per acquistare quell’immenso bene ambientale e culturale bisognava contare solo su risorse proprie. Ma come poteva essere coperta una somma tanto grande? Cecchi trovò la copertura necessaria negli avanzi di amministrazione degli esercizi 1979 e 1980.

Per avere un’idea dell’entità della cifra abbiamo fatto due conti: quella montagna di lire equivarrebbe oggi a 6,3 milioni di euro. Davvero altri tempi.

Cecchi Pandolfini fu capace di questo e di altro ancora. Molte furono le realizzazioni a lui legate: scuole, fognature, depuratori, rete del metano, il Sant’Agostino, la Rocca di Sala, il forte impulso alla produzione culturale e un risanamento del bilancio che portò Pietrasanta ad essere in Italia uno dei comuni con maggiore capacità di spesa in rapporto alla popolazione residente.

Grazie alle sue scelte lungimiranti Pietrasanta diventò città nella sostanza oltre che nel blasone. E’ pertanto particolarmente azzeccato l’incipit dell’epigrafe sulla lapide che stamani sarà scoperta all’ingresso del parco della Versiliana, là dove, incise sul marmo bianco delle Apuane, sono riportate le parole: «Per la lungimiranza e l’impegno civile del professor Rolando Cecchi Pandolfini…».

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