Il Tirreno

Versilia

Cartoline da Viareggio, tra sporcizia e zero manutenzione

Cartoline da Viareggio, tra sporcizia e zero manutenzione

In giro per la città, nel fine settimana di inizio estate. Ed il quadro è devastante

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VIAREGGIO. Bastano due passi in giro per la città: qua i cassonetti che traboccano, là i sacchetti dei rifiuti lasciati in giro, piazza D’Azeglio che si è trasformata in un dormitorio con vista sulla Passeggiata, cartellonistica storta, rotta, resti di biciclette, alberi tagliati e lasciati a terra, o peggio ancora in piedi ma circondati da inquietante nastro bianco/rosso.

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Quotidiano degrado di una città arrivata all’ultimo atto per quanto riguarda le finanze pubbliche, ma anche per la testa di chi dovrebbe garantire che la macchina comunale, partecipate comprese, lavorassero per il servizio che i cittadini pagano. Invece, la galleria del quotidiano degrado è sotto gli occhi di tutti. In gran parte è proprio sporcizia, spazzatura lasciata in giro: dai cittadini incivili ma anche da chi dovrebbe assicurare la pulizia della città non solo pensando ai servizi programmati e poi chissene...

Ma con un occhio alle esigenze di una città turistica, ammesso ci si ricordi che questa Viareggio è. Svuotare i cestini, in Passeggiata, in centro, nelle vie del commercio; tagliare l’erba; assicurare le manutenzioni; evitare che il simbolo della città non sia più la Torre Matilde, ma il nastro bianco e rosso disseminato ovunque in terno, o peggio i divisori stradali in plastica che piacciano tanto a tutte le amministrazioni viareggine, al punto da “servirli” a cittadini e turisti non senza una certa pericolosità.

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