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L’appello di riccardo giusti

Malato e sotto sfratto: «Abbandonato da tutti»

Malato e sotto sfratto: «Abbandonato da tutti»

SERAVEZZA. Il tempo corre in fretta per Riccardo Giusti, seravezzino di 56 anni che rischia di rimanere senza un tetto sulla testa. In carrozzina e alimentato con un sondino, a causa di una grave...

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SERAVEZZA. Il tempo corre in fretta per Riccardo Giusti, seravezzino di 56 anni che rischia di rimanere senza un tetto sulla testa. In carrozzina e alimentato con un sondino, a causa di una grave malattia (è già stato operato a Milano) tra 8 giorni dovrà lasciare la casa, per la scadenza del termine dello sfratto emesso dal tribunale di Lucca.

Riccardo e sua moglie hanno chiesto aiuto anche all’amministrazione di Seravezza. In particolare al sindaco Ettore Neri, che a quanto raccontano al momento non sarebbe riuscito a trovare una soluzione.

Riccardo vive in una piccola casa a Pozzi, dal 2010, con la moglie che lo accudisce 24 ore su 24. Da inizio anno, però, non sono più stati in grado di pagare l’affitto al proprietario.

Lui lavorava nel settore edile, ma a causa della malattia è stato costretto ad abbandonare l’attività. Oggi non riesce neanche più a esprimersi, perché a marzo, con un delicato intervento, gli sono state asportate parti della mandibola e della lingua. Quello che Riccardo ha da dire lo scrive su una lavagnetta con un pennarello blu.

Ad aiutarlo a lanciare il suo disperato appello sono la moglie e gli altri parenti. «Siamo andati dal sindaco Neri – spiega ad esempio il cugino Patrizio – Durante il nostro incontro ci ha detto che avrebbe potuto sistemare Riccardo in un istituto o in un ospedale, ma non sarebbero state previste soluzioni per sua moglie, che di fatto si sarebbe dovuta arrangiare. Non vogliamo attaccare l’amministrazione - aggiunge Patrizio - né l’assistente sociale, però loro dovrebbero rendersi conto di quella che è veramente la situazione di quest’uomo. Riccardo ha bisogno di una presenza costante e in un istituto cadrebbe in depressione».

Oltre alla sofferenza per la malattia, per la quale dovrà subire un secondo intervento dopo un ciclo di chemio e radio terapie, i due coniugi sono costretti a vivere con circa 280 euro di pensione al mese. A contribuire alle spese ci sono le tre sorelle, che però non sono in grado di pagare i 520 euro di affitto e bollette in via Borgo dei Terrinchesi.

«Facciamo appello all’amministrazione e invitiamo il sindaco a venire di persona - afferma Patrizio - Non chiediamo una villa, solo una camera e una cucina». Martedì a Riccardo e sua moglie è giunta la lettera del tribunale: il 12 luglio la casa dovrà essere libera, altrimenti potrebbero intervenire le forze dell’ordine.

I coniugi sperano di trovare prima una soluzione; a rimanere per strada non hanno neppure il coraggio di pensarci. «Non ci sembra giusto che una situazione così delicata e particolare non venga presa con la dovuta considerazione – conclude il cugino - Riccardo è una delle persone che più meriterebbe un aiuto».

Intanto, in questi giorni, i parenti stanno cercando qualche stanza in affitto a un costo modesto.

Tiziano Baldi Galleni

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