Il Tirreno

Versilia

il dirigente di polizia

Parrini: «Sorpreso dall’omertà del gruppetto di adolescenti»

Parrini: «Sorpreso dall’omertà del gruppetto di adolescenti»

PIETRASANTA. «Se c’è una cosa che mi ha colpito, nel corso delle indagini, è stato il comportamento tenuto dal gruppo di adolescenti nei confronti degli agenti. Un atteggiamento omertoso che non...

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. «Se c’è una cosa che mi ha colpito, nel corso delle indagini, è stato il comportamento tenuto dal gruppo di adolescenti nei confronti degli agenti. Un atteggiamento omertoso che non avrei mai pensato di trovare in giovani che, bravata a parte, sono ragazzi a posto».

L’amara considerazione di Enrico Parrini, dirigente della polizia di Forte dei Marmi, arriva a conferenza stampa ormai terminata. Ma è un aspetto significativo, se è vero che ha sorpreso le stesse forze dell’ordine. Nella ricostruzione dei fatti Parrini precisa più volte come il 17enne che ha danneggiato il Centauro di Mitoraj sia «un ragazzo dei nostri», senza alcun tipo di precedente alle spalle. E smentisce categoricamente che si possa parlare di un “branco”: «È un gruppo di ragazzi che non si è mai fatto notare per episodi spiacevoli, non certo una banda».

Eppure, quando gli agenti hanno interrogato gli amici del ragazzo poi individuato come responsabile, si sono trovati davanti una sorta di muro: «Guardate - insiste il dirigente del commissariato - siamo abituati a trattare ogni giorno con criminali di professione. Questi ragazzi hanno tenuto un atteggiamento simile, negando l’evidenza pur di proteggere l’amico. Questa omertà così decisa mi ha fatto riflettere. Ho cercato di spiegare a quei giovani che il comportamento mostrato per questo episodio non è tanto diverso da quello che poi si verifica in situazioni ben più gravi, come nel caso dell’omissione di soccorso di fronte a un incidente».

Parrini evidenzia poi anche un senso di irresponsabilità diffusa nel gruppo di adolescenti: «È come se non si fossero resi conto della gravità delle loro azioni. Hanno cercato in qualche modo di discolparsi dicendo che in fondo si era trattato solo di un gioco. Anche il ragazzo che ha materialmente spezzato la lancia - continua - inizialmente ha cercato di negare, poi ha confessato, anche se non sembrava aver capito appieno quanto il suo comportamento avesse causato un danno all’intera città di Pietrasanta».

Chi invece è sembrata subito mortificata dall’accaduto è stata la madre del 17enne, che ha seguito l’interrogatorio del figlio, in quanto minorenne: «Era estremamente sorpresa e dispiaciuta per quanto successo, per questo ha chiesto un incontro al sindaco Lombardi».

Il dirigente del commissariato di Forte, in conclusione, “archivia” l’episodio non come un grave atto vandalico, ma comunque come una «azione di una maleducazione enorme: i ragazzi di oggi dovrebbero ricordare che un monumento o una piazza non sono un parco dei divertimenti, ma elementi a decoro di una città che loro stessi dovrebbero rispettare». (g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca