Il Tirreno

Versilia

Il Centauro danneggiato per una sfida tra ragazzini

di Giorgio Carlini
Il Centauro danneggiato per una sfida tra ragazzini

A spezzare la lancia della scultura di Mitoraj è stato un 17enne di Pietrasanta Tentava di salire sulla scultura per vincere una scommessa fatta con gli amici

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PIETRASANTA. Una serata estiva di fine giugno. Un gruppo di ragazzi che si ritrova come d’abitudine in piazza. Due chiacchiere, una birra, poi prevale la noia. Fino a quando qualcuno lancia un’idea che ai presenti sembra spavalda sì, ma divertente: «Chi ha il coraggio di salire fino in cima alla statua?».

Così una serata come le altre si trasforma nella “notte dello spregio” di Pietrasanta. Il mattino dopo le conseguenze della irresponsabile sfida tra ragazzini è sotto gli occhi di tutti: il Centauro di Igor Mitoraj è privo della sua lancia, lasciata in terra nell’omonima piazza. Nessun atto vandalico vero e proprio: “solo”, si fa per dire, una stupida scommessa che ha causato il deturpamento di uno dei simboli storici e culturali della città.

A una settimana dall’episodio le indagini della polizia hanno permesso di risalire al responsabile del danneggiamento: un ragazzo minorenne di Pietrasanta, che nel tentativo di salire in cima alla statua, per far colpo sugli amici e aggiudicarsi la sfida, ha usato la lancia come punto di appoggio, fino al momento in cui questa si è spezzata di netto all’altezza dell’impugnatura.

Le indagini. Fin dalle ore immediatamente successive all’episodio, accaduto in piazza del Centauro nella notte tra mercoledì 25 e giovedì 26 giugno, a occuparsi delle indagini sono stati gli agenti di polizia di Forte dei Marmi.

Come spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa dal dirigente Enrico Parrini, già dalla raccolta delle prime testimonianze sono emersi aspetti che hanno permesso di indirizzare l’attività verso i gruppi di ragazzi che normalmente frequentano le strade del centro storico di Pietrasanta.

Esclusa quasi subito la possibilità di un raid vandalico. «La lancia spezzata e lasciata sul posto - conferma Parrini - ci ha fatto piuttosto pensare a una sorta di “incidente”. Solitamente - sottolinea - i vandalismi hanno ben altre caratteristiche, come statue colpite, imbrattate o danneggiate in diversi punti».

Le informazioni fornite dai testimoni e dai residenti della zona hanno aiutato gli agenti a restringere il campo delle indagini, concentrate sugli adolescenti del posto, e non, ad esempio, su frequentatori stranieri. «Se il reato fosse stato commesso da un turista - spiega il comandante di polizia - sarebbe stato più complesso risalire al responsabile, che nel frattempo avrebbe potuto lasciare la città e far perdere le proprie tracce».

La ricostruzione. Una volta individuati i gruppi di adolescenti che solitamente trascorrono le serate a Pietrasanta, la polizia del Forte ha cominciato i primi interrogatori.

Un’attività non semplice e che, almeno inizialmente, non ha riscontrato la collaborazione di coloro che erano presenti al momento della sfida e della successiva rottura della lancia del Centauro.

In breve tempo, però, tutti gli indizi hanno portato a identificare il responsabile del danneggiamento: un giovane di 17 anni, nato a Pietrasanta ma residente a Seravezza. È stato lui che, messo alle strette (e dopo aver cercato di negare un coinvolgimento) ha raccontato agli investigatori l’esatta dinamica dell’incidente.

Il minorenne ha spiegato di aver raggiunto la piazza del Centauro con altri quattro-cinque amici, tutti di età compresa tra i 17 e i 18 anni. Intorno alla mezzanotte uno di loro ha proposto la scommessa, sfidando i coetanei ad arrampicarsi fin sopra la scultura della figura mitologica.

Il 17enne si è offerto volontario, cominciando così la scalata sulla scultura in bronzo. Ma, nel tentativo di arrampicarsi, probabilmente ha esercitato troppa pressione sulla lancia, fino a quando questa non ha retto più il peso e si è spezzata all’altezza dell’impugnatura.

Insomma: non si è trattato di un atto vandalico, ma di una conseguenza involontaria di una bravata. Il comportamento ingenuo e al contempo incivile del giovane, però, avrebbe potuto avere conseguenze peggiori rispetto al già grave danneggiamento del monumento. «Per fortuna non ci sono stati feriti», sottolinea Parrini, riferendosi all’eventuale caduta dalla statua o al rischio di rimanere colpiti dalla pesante lancia di bronzo.

Al termine della scommessa finita male, dopo qualche attimo di riflessione, tutti i ragazzi presenti, piuttosto che riferire il fatto alle autorità, si sono dati alla fuga.

La denuncia. La polizia del Forte ha informato dell’esito delle indagini la Procura della Repubblica e il tribunale dei minori di Lucca. Probabile che ora nei confronti del 17enne di Pietrasanta si proceda con una denuncia per il reato di danneggiamento. Ma dato che nel comportamento del ragazzo non sarebbe stato ravvisato il dolo, dal punto di vista penale il caso potrebbe concludersi con l’archiviazione.

Il restauro. Sempre nella giornata di ieri si sono concluse le operazioni di ripristino della lancia, ora nuovamente nelle mani del Centauro. L’intervento è stato condotto dalla Fonderia Mariani. La lancia è stata saldata al resto della scultura direttamente in piazza.

Quella figura, per metà uomo e per metà cavallo, ha riacquistato tutta la sua imponenza. Resta però ancora fresca la ferita alla sensibilità di Pietrasanta, profondamente colpita da quanto accaduto ad uno dei suoi monumenti-simbolo. Una ferita ancor più dolorosa dopo la notizia della stupida sfida che ha causato il danneggiamento del Centauro.

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