Proteste
Alla Versiliana lapide per Cecchi Pandolfini e Pasquinucci
PIETRASANTA. Una lapide per celebrare chi, Rolando Cecchi Pandolfini e Gaetano Pasquinuci, ha reso possibile il dono del parco della Versiliana alla comunità. Lapide, posizionata all'ingresso dello...
PIETRASANTA. Una lapide per celebrare chi, Rolando Cecchi Pandolfini e Gaetano Pasquinuci, ha reso possibile il dono del parco della Versiliana alla comunità. Lapide, posizionata all'ingresso dello stesso parco e che sarà scoperta sabato alle 11, che non solo rappresenta «un atto dovuto, ma anche e soprattutto un gesto colmo di riconoscenza e gratitudine. Rolando Cecchi Pandolfini, ex sindaco di Pietrasanta e Gaetano Pasquinucci, pediatra ed ex consigliere comunale, compresero prima degli altri l'importanza di questo spazio, salvandolo anche dalle speculazioni edilizie» evidenzia Lombardi.
L'iniziativa, concertata da Comune, Fondazione Versiliana e associazione Rolando Cecchi Pandolfini, si colloca nel 25° dalla scomparsa di Cecchi Pandolfini, che fu sindaco dal 1970 al 1985. «Il 24 giugno 1980, la tenuta della Versiliana, la villa e gli immobili annessi, proprietà dei Mattioli, furono acquistati col voto unanime del consiglio comunale per 2 miliardi e 600 milioni di lire, pagati grazie ad avanzi di amministrazione. La Versiliana era un'area della comunità di Pietrasanta e fu una legge del fascismo a consentirne il passaggio a proprietà privata e quindi interdetta ai cittadini. Fu una trattativa complessa e Cecchi Pandolfini - ricorda Giuliano Rebechi presidente dell'associazione dedicata all'ex sindaco - per convincere i consiglieri della bontà dell'operazione riuscì a bluffare, prospettando coperture economiche che in realtà non c'erano». «L'intelligenza di Cecchi Pandolfini e Pasquinucci fu rendere la Versiliana fin da subito fruibile e disponibile per le attività culturali. Nasceva così - chiosano Dianora Poletti e Manrico Nicolai, presidente e direttore della Fondazione - la prima edizione del Festival della Versiliana». (l.b.)
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