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Porto, la commissione di gara sapeva di sbagliare

Porto, la commissione di gara sapeva di sbagliare

VIAREGGIO. Il giorno dopo la parola “fine” sulla vicenda gara per la privatizzazione della Viareggio proto, con entrambi i concorrenti - la corda Ferragamo che il 48% delle azioni di aggiudicò e...

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VIAREGGIO. Il giorno dopo la parola “fine” sulla vicenda gara per la privatizzazione della Viareggio proto, con entrambi i concorrenti - la corda Ferragamo che il 48% delle azioni di aggiudicò e quella Teseco che vinse il ricorso al Consiglio di Stato - parla Stefano Maestrelli, che nel 2007 era il presidente della Viareggio porto, interamente pubblica come oggi. «Quello che nessuno sa è che la gara è stata annullata perché la commissione ha usato un metodo che non poteva più utilizzare».

Cos’era accaduto?

«L’autonomia delle commissioni di gara di fissare sub criteri per l’aggiudicazione una volta aperte le buste era possibile fino ad alcuni mesi prima. Ma fu cancellata da una sentenza europea...».

Sentenza arrivata mentre la gara era in corso?

«No. Era roba conosciuta, al momento della gara...non è che non si sapesse...Ma loro hanno fatto questo anche se non era più possibile...E questa cosa è stata appunto sanzionata».

Dalla sentenza del Consiglio di Stato, nel giugno 2009, in poi, si è arrivati ad oggi senza sciogliere i nodi...Perché?

«Per insipienza amministrativa».

Ovvero?

«Dal momento della sentenza in poi ci sono state due letture, due approcci diversi alla questione».

Quali?

«Una era quella che possiamo definire di Corrado Buccheri, anche che salvarsi un po’ lui come presidente della commissione: ripartire dall’insediamento della commissione, riesaminando le offerte deidue concorrenti arrivati in fondo. L’altra tesi era quella di chi sosteneva che il Comune aveva facoltà di annullare l’intera gara. Le condizioni c’erano, anche se la crisi della nautica era già cominciata. Si trattava di valutare la percentuale di azioni da vendere. Per ottenere lo stesso risultato forse valeva vendere il 60/65% delle azioni mantenendo la golden share al Comune».

La Giunta Lunardini, ad un certo punto. sembra orientata ad una nuova gara come scritto più volte dal “Tirreno”. Poi che accade?

«Sugli intendimenti della Giunta Lunardini si innesca la vicenda Benincasa, assessore al porto che esce dalla Giunta ed il sindaco riprende la delega al porto...Da lì in poi si tratta di insipienza amministrativa, di non capacità ...».

Il commissario prefettizio Domenico Mannini, alla fine vara la delibera della gara a due, come riporta il “Tirreno” nel febbraio 2013. Ma la gara ancora non c’è...

«Esattamente...Non viene fatto niente, nonostante la delibera. In tutto sono passati cinque anni senza che nessuno abbia fatto niente. I dieci milioni di Ferragamo a questo punto potevano già essere stati recuperati...».

Donatella Francesconi

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