Il dolore
Ersu rende omaggio a Zeli dirigente “vecchio stampo”
PIETRASANTA. Dopo oltre 38 anni di lavoro nel settore, prima col Consorzio Ersu poi con l'Azienda speciale e infine con Ersu, con il 30 giugno Zelindo Bernacchia ha dismesso i panni del lavoratore...
PIETRASANTA. Dopo oltre 38 anni di lavoro nel settore, prima col Consorzio Ersu poi con l'Azienda speciale e infine con Ersu, con il 30 giugno Zelindo Bernacchia ha dismesso i panni del lavoratore per indossare quelli del pensionato. Vero e proprio "anema e core" di Ersu, dove ricopriva la carica di responsabile dell’area servizi al territorio, Zeli, come era ormai conosciuto e chiamato da tutti, era ormai universalmente considerato come la persona cui rivolgersi in caso di problemi, disservizi o di necessità di interventi urgenti nell'ambito di competenza Ersu. Profondo conoscitore del territorio, dei servizi e dei colleghi di cui era responsabile, con il suo carattere vulcanico ed il suo linguaggio colorito, ma efficacissimo, è sempre riuscito ad ottenere il meglio dai suoi collaboratori anche nelle emergenze più complicate e nei momenti più difficili della tormentata vita passata dell'Azienda.
La sua prima risposta a qualsiasi richiesta - ricordano in una nota l’amministratore unico Alberto Ramacciotti, la direzione e tutti i colleghi, era sempre un “no” accompagnato da una brontolata e magari anche da altro e da una faccia burbera che avrebbe scoraggiato chiunque, ma immediatamente dopo, una soluzione al problema, se c'era, la trovava o la inventava perché il buon servizio alla collettività era il suo pane quotidiano e la sua missione che, per il suo carattere schivo, doveva rimanere segreta. E guai a toccare uno dei suoi collaboratori: li difendeva con le unghie e con i denti, proprio come una tigre difende i suoi cuccioli; solo lui, e in separata sede, poteva poi provvedere a mettere bene in chiaro le cose con i suoi memorabili e ormai proverbiali "sermoni", le tirate d'orecchie e le eventuali sanzioni, ove ne ricorresse il caso. Il classico burbero dal cuore d'oro che, con le sue capacità, esperienza e generosità si era conquistato la stima, il rispetto e l'amicizia di tutti i suoi "ragazzi", preparando da tempo, con la sua lungimiranza da profondo ed attento conoscitore di uomini e l'approvazione della Direzione, la sua sostituzione.
«Grazie Zeli - si legge nella lettera - per il tuo esempio, per la tua dedizione e il tuo attaccamento e per tutto quello cha hai dato ed hai fatto per restituire a questa azienda ed ai suoi dipendenti la dignità che meritano ed ai cittadini il migliore servizio possibile. Goditi la meritata pensione e non dimenticarti di noi».
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