Il Tirreno

Versilia

Pietrasanta invasa da centinaia di cavatori

di Luca Basile
Pietrasanta invasa da centinaia di cavatori

Tutti al Musa per chiedere al segretario regionale del Pd di bloccare il piano paesaggistico. La risposta: lo miglioreremo

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PIETRASANTA. Cavatori, cooperative, lavoratori del lapideo, imprenditori: la fiumana umana che ieri mattina ha pacificamente invaso il centro storico di Pietrasanta per gridare il proprio no al Piano paesaggistico regionale, sembrava avere messo d'accordo tutti: sindaci, rappresentanti politici, istituzioni a vario livello. Tutti d'accordo, ma alla fine la Regione, nella giornata di oggi, metterà comunque la propria firma sul piano in questione per un’adozione che sempre ieri mattina ha avuto il pollice verso, «mette a rischio il domani delle cave», da parte di oltre 400 persone chiamate ad affollare il piazzale del Musa là dove era atteso il segretario regionale del Pd, Dario Parrini. Un no, o quanto meno un rinvio ad un percorso che ridisegna l'attività estrattiva in Toscana, ribadito nel primo dei due giorni di serrata che sta coinvolgendo tutto il distretto apuo-versiliese.

«Le cave vanno tutelate, il posto di lavoro va tutelato. E tutto questo si può fare senza deturpare l'ambiente. L'assessore Anna Marson, così come la Regione fino ad oggi non ci hanno ascoltato: chiediamo che l'adozione del Piano venga rimandata e che si torni intorno ad un tavolo per un confronto. In caso contrario c'è il forte rischio di vedere chiuse molte cave. Una prospettiva inaccettabile: se la Regione andrà avanti, su questa linea noi non staremo fermi» sono state le parole di Anselmo Ricci, referente della Cooperativa Gioia di Carrara che ha evidenziato che l'attività estrattiva contigua al Parco è inferiore al 4%. Parole rigettate dal consigliere regionale pd Ardelio Pellegrinotti. «Nella sua prima stesura il piano paesaggistico prevedeva la chiusura di molte chiave ed è per questo motivo che mi sono opposto, come altri, alle indicazioni dell'assessore Marson. Oggi non è così: una volta adottato avremo di fatto 60 giorni per migliorarlo con le osservazioni e per tutelare ulteriormente lavoratori, imprese e filiera del marmo», mentre il segretario regionale del Pd Parrini ha invitato tutti «ad avere maggiore equilibrio. Possiamo tutelare l'ambiente valorizzando, al tempo stesso, il lavoro: chi pensa di chiudere le cave, ci troverà come avversari. Questo piano è migliorabile e lo miglioreremo grazie alle osservazioni» è stata la chiosa dello stesso Parrini che però ha diviso («non abbiamo fiducia in voi» hanno gridato alcuni lavoratori) i presenti.

Incontro che, come detto, non ha in realtà mai vissuto momenti di tensione. «I comuni versiliesi hanno portato avanti un percorso di confronto con Regione, imprese e lavoratori che si è tradotto in un miglioramento dei contenuti presenti inizialmente nel piano: le attività estrattive vanno mantenute, su questo non c'è discussione» hanno ribadito i sindaci Neri, Seravezza e Lombardi, Pietrasanta. Ma il punto di equilibrio invocato da Parrini non sarà poi così semplice da trovare: la Giunta regionale, presieduta da Enrico Rossi, ha sì accettato alcune modifiche al disegno di partenza «ma nonostante questo - hanno puntualizzato imprese e lavoratori - il nostro futuro resta a rischio. Impossibile non essere preoccupati».

Dal canto loro gli imprenditori hanno diffuso una nota per sottolineare di avere «particolarmente apprezzato la disponibilità e la capacità di ascolto manifestata da Parrini, mai, invece, dimostrata dall’assessore Marson» e per ricordare alcuni dati del Rapporto Economia 2014 presentato dall’Istituto Studi e ricerche della Camera di commercio apuana: l’escavazione è in calo dal 2000, i marmi sono commercializzati sempre meno allo stato grezzo e sale costantemente la quota dei lavorati, il comprensorio apuo-versiliese rappresenta per i lavorati in marmo il 52% dell'export italiano, gli addetti della filiera sono 12mila.

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