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Versilia

Gli albergatori vip: «Roma Imperiale è terra di nessuno»

Gli albergatori vip: «Roma Imperiale è terra di nessuno»

Dure proteste di Corchia e Priami: «Movida fuori controllo, al mattino sporcizia e vetri rotti, stiamo perdendo i clienti»

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FORTE DEI MARMI. La panchina di Montale è ancora lì a meriggiare, assorta e silenziosa, sotto i pini di via Carducci all’angolo con via Caio Duilio, testimone incanutita di quella che era la porta nobile di Roma Imperiale, il cancello del paradiso dei vip dell’area più importante, turisticamente parlando, del Forte, e che ormai ha quasi l’aria di un’ultima frontiera.

A lanciare un accorato appello, frutto anche delle tante lamentele (e anche di qualche disdetta) dei clienti, una coppia di albergatori storici: Giorgio Priami dell’Astor Victoria e Paolo Corchia del President.

«Da queste parti - spiegano i due imprenditori - c’è ormai più tranquillità al mattino, che non al pomeriggio, quando già cominciano le musiche ritmate a bordo di qualche vicina piscina. Per non parlare poi della sera e della notte, quando via Caio Duilio diventa terra di nessuno. Non paiano esagerate le nostre lamentele: il clima è spesso insostenibile e insopportabile già da mezzanotte e fino alle due, ma è da quest’ora in avanti che accadono le peggiori cose».

Gli albergatori denunciano «schiamazzi, musica a tutto volume, radio delle auto che rimbombano fin nelle camere degli hotel, e soprattutto bande di ragazzini fuori controllo, probabilmente perché eccitati dalle notti brave».

«E così si fa mattino - prosegue Priami - al suono di una baraonda che declina in vandalismi, cassonetti rovesciati, bottiglie rotte in strada, auto e parcheggi usati come vespasiani, fino a veri e propri scontri di strada tra bande per futili motivi (come calcio, ragazze e così via) dove questi ragazzini se le danno di santa ragione vociando! Insomma, un caos invivibile, che ha per teatro via Caio Duilio e le vie limitrofe. Assieme ai colleghi degli hotel Areion e Mignon - rivela Priami - siamo stati costretti ad assumere dei vigilantes che, dalle due alle sei del mattino, quanto meno, e pur non avendo poteri come pubblici ufficiali, tentano ragionevolmente di tenere a bada la situazione. Purtroppo abbiamo chiesto oramai aiuto molte volte al Comune, senza alcun risultato, e quindi adesso abbiamo deciso che andremo tutti assieme direttamente dal Prefetto di Lucca».

«Per noi - gli fa eco Corchia, che è anche presidente degli albergatori cittadini - ormai è abitudine ogni domenica mattina raccogliere le lamentele della nostra clientela, e siamo al paradosso che le stanze e le suite più belle, nuove e prestigiose che danno verso la strada e il mare, sono ormai quelle che i clienti non vuole più (è accaduto ieri sotto i nostri occhi, protagonista un famoso personaggio del mondo dello spettacolo, ndr). Molto meglio una stanza sul retro che passare le notti in bianco».

«Non siamo contro il divertimento notturno e la movida - continuano i due albergatori - ci mancherebbe, ma dal momento che questi fenomeni si verificano quando ci sono i locali vicini aperti, è chiaro che tra i grandi accusati ci sono le attività della zona che fanno musica dal vivo».

«Già abbiamo sul collo il fiato della crisi - rincara Corchia - che non vuole proprio rallentare, almeno sul fronte della clientela italiana. Inoltre paghiamo dazio pesante ai sistemi di prenotazione on-line che hanno fatto calare i prezzi sotto la soglia del 2006, mentre non diminuiscono di certo le spese e le tasse. Ecco perché dobbiamo iniziare anche a domandarci seriamente che tipo di turismo e di frequentazioni vogliamo per la nostra Forte dei Marmi. Vogliamo davvero puntare sui ragazzini mordi e fuggi che lasciano le auto a centinaia di metri dai locali e che poi quando vanno per tornare a casa si trasformano in un’orda di rumori e di devastazione? Oppure vogliamo almeno tentare di tornare al turismo familiare, che in fondo è quello nelle corde di questo paese?».

Si arriva anche alla questione dei controlli (o meno) delle forze dell’ordine: «Il Comune qui ha disposto la Zona a traffico limitato, ma non c’è mai nessuno che si preoccupa di verificare se la notte viene o meno rispettata: perché non hanno messo anche qui i varchi elettronici? Questi avrebbero almeno scoraggiato queste tumultuose presenze episodiche settimanali. Invece si ha la sensazione che si lasci correre e non si intervenga come sarebbe invece necessario».

Che fare? «Noi - concludono gli albergatori - abbiamo messo i vigilantes e per la verità anche il Caffè Morin si è detto disponibile a contribuire a questa vigilanza di contenimento, ma è chiaro che serva qualcosa di più organico, collegiale e importante. Perché il Comune, per esempio, non ci riunisce davanti a un tavolo alla ricerca di soluzioni che possano andare bene a tutti?».

(r.f.)

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