Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Strage di Viareggio, la denuncia del superesperto Romano: troppi incidenti occultati

di Donatella Francesconi
Strage di Viareggio, la denuncia del superesperto Romano: troppi incidenti occultati

Giuseppe Romano, direttore interregionale dei vigili del fuoco del Veneto e del Trentino Alto Adige, comandò le operazioni di soccorso e gestione dell'emergenza la notte del terribile incidente. E dal convegno sul trasporto merci pericolose tuona: "Treni e camion come mine vaganti"

Le celebrazioni per il quinto anniversario - Il punto sul processo

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VIAREGGIO. Articolo 11, comma 7 del Decreto legge 35/2010: il consulente alla sicurezza per il trasporto merci pericolose, ovunque questo trasporto viaggi (terra, binari, mare) relaziona sull’incidente ed entro quarantacinque giorni invia la scheda al legale rappresentante dell'impresa e per il tramite degli uffici periferici del Dipartimento per il trasporto, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al medesimo Dipartimento ed al Ministero dell'interno-Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Non è facoltativo ma obbligatorio, questo comportamento: quando merci pericolose sono rilasciate o se vi è un rischio imminente di perdita del prodotto, o se si sono registrati danni personali, materiali o all'ambiente, morti, ferti.

«Il criterio della perdita del prodotto si applica anche se vi è stato un rischio imminente di perdita di prodotto», recita la legge. Che non è rispettata. Come ha denunciato ieri Giuseppe Romano, intervenendo al convegno per la costituzione di un Osservatorio sul trasporto di merci pericolose in qualità di direttore interregionale dei vigili del fuoco del Veneto e Trentino Alto Adige. Romano è uno dei massimi esperti di Protezione civile in Italia, uno dei candidati ad assumerne la guida a livello nazionale. Ma a Viareggio è l’uomo che guidò i vigili del fuoco di mezza Italia tra le fiamme e le macerie della strage del 29 giugno 2009. L’uomo che coordinò la prima emergenza e che per giorni ha insegnato che dall’emergenza bisogna uscire. Nel breve e nel lungo periodo.

Al convegno di ieri mattina, vigilia del quinto anniversario del disastro ferroviario di Viareggio, Romano ha lasciato tutti a bocca aperta: «Bene, mi sono detto - ha raccontato -: andiamo a vedere quanti incidenti sono stati segnalati a norma di legge...». Il risultato è stato così sconcertante da fare dire a Romano: «Non commento...Certo è che ci deve essere qualche carenza di controllo da qualche parte! O forse i consulenti alla sicurezza non sanno quello che devono fare...».

Ed allora, eccoli i numeri. Per quanto riguarda i binari: 1 nel 2010, 3 nel 2011 e 1 rispettivamente per gli anni successivi. Eppure, solo per il capitolo “sversamenti” dalle cisterne che trasportano merci pericolose subito dopo Viareggio intervenne un’apposita disposizione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Segno che non proprio di questi dati si parla quando si dice la verità... E non va meglio sulla strada: 4 nel 2013, nessuno nel 2014, 10 nel 2012. E basta sfogliare solo le cronache dei giornali locali per capire che di episodi da segnalare a norma di quanto prescritto dalle legge ce ne sono in giro ben di più.

Ed allora, che Osservatorio sia. Ma - per dirlo con le parole della senatrice Manuela Granaiola, intervenuta molto nel dettaglio del conflitto Italia-Europa quando di tratta di merci pericolose che viaggiano via ferrovia - «dobbiamo puntare sul semestre di Presidenza italiana per riuscire a interloquire nelle istituzioni europee, affinché le raccomandazioni emanate su Viareggio, possano essere recepite definitivamente nella direttiva in fase di riesame. Per questo occorre che dell'Osservatorio facciano parte persone di grande esperienza, sopratutto in tema di valutazione e di gestione del rischio, anche a livello europeo».

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