Il Tirreno

Versilia

L’ambulanza non va in servizio Misericordia nel mirino dell’Asl

di Matteo Tuccini
L’ambulanza non va in servizio Misericordia nel mirino dell’Asl

La mancata disponibilità a coprire un turno del 118 fa scattare l’ultimatum dell’azienda sanitaria «Garanzie precise, altrimenti non farete più l’emergenza». Monciatti replica: «Pronti a far ricorso»

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VIAREGGIO. La Misericordia di Viareggio rischia di non poter mandare più ambulanze sugli incidenti stradali. O su qualsiasi altro caso di emergenza. A provocare la presa di posizione dell’Asl - che gestisce il sistema di soccorso - è l’episodio, avvenuto pochi giorni fa, della mancata copertura di un turno del 118 da parte della storica Confraternita di via Cavallotti. Il turno è stato svolto senza problemi da un’altra associazione, ma l’accaduto è stato ritenuto grave dall’azienda sanitaria. Che adesso chiede garanzie precise al presidente della Misericordia Roberto Monciatti. In caso contrario, appunto, la convenzione per i servizi di emergenza sul territorio sarà revocata. Con una perdita per l’associazione non solo economica (viene riconosciuto un rimborso spese) ma anche e soprattutto di immagine.

Il turno saltato. La mancata copertura di un turno di 6 ore è l’ultimo episodio di una serie di difficoltà della Misericordia, che già da tempo ha ridotto da 24 a 12 ore (con doppio turno 8-14 e 14-20) la propria disponibilità a servizio della centrale 118. Il motivo? Il personale ormai è ridotto all’osso, con i dipendenti della cooperativa Comiso che sono sempre di meno dopo le varie vicissitudini finanziarie (tra cui i ritardi nel pagamento degli stipendi). Pochi anche i volontari. E così lunedì scorso non è stato possibile garantire un turno dell’ambulanza.

Il 118 e l’ultimatum dell’Asl. Questo non comporta nessun tipo di rischio per i cittadini che hanno bisogno di soccorso dopo un incidente stradale, o episodi simili. È la stessa associazione, il giorno antecedente il servizio, a comunicare alla centrale dell’ospedale Versilia la composizione della squadra; se ci sono problemi di qualsiasi natura, che rendono impossibile uscire, c’è l’obbligo di comunicarlo. Di conseguenza, appena il 118 viene informato della defezione, provvede immediatamente alla sostituzione con la squadra di un’altra associazione. Non c’è soluzione di continuità, insomma. Anche perché interrompere il servizio di emergenza per qualsiasi inconveniente è assolutamente inconcepibile. Ed è per questo che l’Asl non ammette una seconda volta: secondo quanto risulta al Tirreno, è stato dato un vero e proprio ultimatum con risposta entro pochi giorni. Se la Misericordia non fornirà garanzie precise, si vedrà revocare la convenzione per l’emergenza. E a quel punto, a prenderne il posto sarebbero le associazioni di volontariato che già ne fanno le veci nelle 12 ore notturne. Associazioni come Croce Verde, Croce Rossa, Misericordia di Torre del Lago che - fanno sapere dall’Asl - «meritano un elogio per l’impegno aggiuntivo che stanno affrontando».

La replica di Monciatti. Il presidente della Misericordia Roberto Monciatti non sembra curarsi troppo di questo ultimatum. «L’Asl prenda le decisioni che ritiene opportune - dice - noi ci muoveremo di conseguenza. Ci sono i ricorsi, i tribunali, le leggi regionali sull’associazionismo. Le difficoltà del nostro settore, non solo quelle della Misericordia che pure finiscono con regolarità sulla stampa, sono visibili ovunque. La verità? Col volontariato puro non si possono coprire 24 ore di servizio di emergenza. E noi, oggi, abbiamo quasi soltanto volontari». Monciatti, peraltro, aggiunge una postilla che ne conferma l’irriducibilità. «Come Misericordia faremo quello che possiamo, anche in futuro - dice - per quanto mi riguarda, ci sono da 35 anni e la mia intenzione è di rimanere per altri 35».

L’angoscia dei soccorritori. Sono preoccupati, e non potrebbe essere altrimenti, i 7 dipendenti rimasti alla Misericordia e la decina di volontari, per una situazione che ormai dura da tempo. «Noi cerchiamo di metterci la nostra buona volontà -dice un volontario - ma sembra che ci sia poca attenzione anche nei nostri riguardi. Speriamo di poter continuare a svolgere con regolarità i servizi».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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