Sicurezza
Cave, Cgil contro le imprese: «La serrata è un atto inaudito»
Sale la tensione in vista della due giorni di protesta contro il piano paesaggistico allo studio in Regione. La replica delle aziende: "Ci sarà il blocco totale delle attività"
SERAVEZZA. "La serrata è un atto inaudito, ci opporremo con tutti gli strumenti sindacali". "Ma quale serrata: sarà un blocco delle attività che non comporterà alcun danno per i lavoratori". L'acceso botta e risposta tra la Cgil Lucca e le aziende del comparto lapideo avviene nel giro di poche ore. Tutto parte dal comunicato che arriva nella tarda serata di venerdì 27 giugno a firma del Coordinamento delle Imprese lapidee Apuo-Versiliesi, Consorzio Cosmave, Cam, Assindustria Lucca, Assindustria Massa Carrara, Lega Coop Massa Carrara, Lega Coop Lucca, Consorzio marmi della Garfagnana: "Le aziende del distretto lapideo - si legge nel documento - attueranno il blocco totale di tutte le attività lunedì 30 giugno e martedì 1 luglio, in segno di protesta per il Piano paesaggistico che il consiglio regionale sta per adottare".
Prima del comunicato ufficiale si sviluppa però un tamtam incontrollato che parla chiaramente di una serrata, che di fatto si tradurrebbe nel rifiuto di pagare le retribuzioni ai lavoratori delle imprese.
Ed è in merito a questo scenario che arriva il duro comunicato della Cgil Lucca, che condanna con fermezza un "atto di inaudita gravità nel metodo e nel merito". "Il ricorso delle imprese alla serrata - continua la Cgil - in contrasto con la Costituzione e lo Statuto dei lavoratori, non avveniva che dagli anni che precedettero il fascismo. È un atto che pregiudica ogni possibile confronto democratico e priva ingiustamente i lavoratori di salario e di diritti. Se le imprese manterranno questa scelta, la Cgil di Lucca si opporrà con tutti gli strumenti sindacali e di tutela che la legge rende disponibili".
Per il sindacato la decisione delle imprese "evita il confronto sul merito, evocando strumentalmente scenari disastrosi di chiusura di aziende e licenziamenti. Il Piano paesaggistico, nato da un confronto comune fra istituzioni, parti sociali e giunta regionale, non contiene questi ingredienti: bisogna dirlo con chiarezza anche ai lavoratori".
Una serrata per "respingere un Piano che tiene conto delle varie esigenze, industriali, sociali, ambientali", per la Cgil è "incomprensibile, a meno che non si preferisca preservare la condizione attuale, con evidenti contraddizioni e limiti in materia di regole nell'attività estrattiva e di trasformazione del marmo. Se è così lo si dica con chiarezza - conclude il sindacato - non strumentalizzando il Piano e i lavoratori, con affermazioni in buona misura gratuite".
Si arriva così alla replica degli imprenditori del lapideo, che imputano la notizia della serrata a voci incontrollate da parte forse di alcuni colleghi, e che in un secondo comunicato precisano: "Nei giorni 30 giugno e 1 luglio vi sarà un blocco delle attività, come debitamente riportato nel comunicato ufficiale di avviso inviato stamane. Un blocco - sottolineano - che non comporterà alcun danno per alcun lavoratore, poiché tutti, verranno regolarmente retribuiti". E aggiungono: "Le rappresentanze sindacali erano state informate in sede di riunione che le aziende avrebbero effettuato un blocco delle attività".
Diatriba finita? Neanche per sogno. Perché i rappresentanti della Cgil ribadiscono: "Confermiamo in toto il contenuto del nostro comunicato, che resta la nostra posizione ufficiale. Le uscite iniziali parlavano chiaramente di serrata". Ma anche in caso di blocco non mancheranno le polemiche: "Anche se i lavoratori saranno regolarmente retribuiti verranno comunque strumentalizzati - conclude la Cgil - perché coinvolti in una protesta che non è la loro".
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