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Ulderigo Giannoni festeggia le nozze d’oro con la scultura

di MICHELE MORABITO

di MICHELE MORABITO C’è un cognome che a Pietrasanta più di altri fa rima con scultura: questo cognome è Giannoni, passato e presente di quel nobile mestiere che è l'artigiano che la città in questi...

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di MICHELE MORABITO

C’è un cognome che a Pietrasanta più di altri fa rima con scultura: questo cognome è Giannoni, passato e presente di quel nobile mestiere che è l'artigiano che la città in questi giorni omaggia con una bella mostra nel salotto buono del Sant'Agostino dal titolo Homo Faber.

Aldo, scomparso pochi anni fa, noto anche per la sua attività politica che sulla propria lapide non a caso ha una falce e martello e uno scalpello a sintesi di tutta la sua vita, Sergio, Stefano, Marco, Alberto, Iacopo, Giuseppe morto alcuni giorno or sono, e Ulderigo che in queste ore festeggia i 50 anni di attività come artigiano del marmo.

Era infatti il 27 giugno 1964 quando Ulderigo, diciottenne, lasciava l'Istituto d'Arte Stagio Stagi e senza un giorno di vacanza passava dai libri di scuola al laboratorio di famiglia. Due stanzette scomode all'imbocco di Via Santa Maria, di fronte alla Villa Ciocchetti, dove il capostipite della famiglia il babbo Lino era da tempo attivo con la propria attività artigianale insieme agli altri figli Aldo e Sergio.

Dopo alcuni anni quelle due stanze non bastano più perché l'attività di famiglia è diventata una piccola impresa e gli spazi non sono più sufficienti e due dei fratelli Giannoni, Sergio ed Ulderigo si trasferiscono in via della Cisa a ridosso dell'Aurelia a pochi passi da Pontestrada. La famiglia Giannoni è ormai un riferimento per artisti da tutto il mondo che si affidano alle loro sapienti mani. Sono ancora i tempi in cui ciascuno nella bottega ha il proprio ruolo sbozzatore, pannista, prima che l'opera venga consegnata all'ornatista per il lavoro di cesello sui dettagli e la statua è il frutto di una piccola filiera interna.

Negli anni '80 Ulderigo ed Aldo si trasferiscono in un più ampio capannone in via delle Iare, in cui entra a lavorare anche la terza generazione di Giannoni, ovvero Stefano e poi più tardi Alberto nel 2000, quando Aldo e Stefano hanno messo già in piedi una propria attività agli inizi degli anni '90. Così ciascuno dei fratelli Giannoni ha un proprio laboratorio con i figli a cui è demandata la perpetuazione del mestiere.

Ulderigo arriva in questi giorni al traguardo dei 50 anni di attività con al proprio attivo importantissime opere e la collaborazione con artisti come Giò Pomodoro, Giuliano Vangi per il quale ha contribuito alla realizzazione dell'altare del Duomo di Pisa e di Padova ed una scultura collocata in Vaticano, Athos Ongaro, e il maestro Novello Finotti. A cavallo tra il 2009 e il 2011 lo studio di Ulderigo Giannoni realizza per la piazza principale di Skopje, capitale della Macedonia, un gruppo scultoreo che celebra il fondatore della Repubblica collocato nella centralissima Macedonia Square.

In questi giorni Ulderigo Giannoni festeggerà i suoi cinquanta anni con il marmo come sempre al suo laboratorio, dove, dicono i figli, passa ogni sua giornata anche la domenica. Quello dell'artigiano, infatti, non è solo un mestiere, ma uno stile di vita, discreto, dietro i grandi artisti che sanno bene il valore di questi artigiani che dominano la tecnica e la materia, che è dura, ma va prima colpita e poi quasi accarezzata per trovarvi dentro le forme che il blocco già ha in sè e che l'artigiano scopre. Ulderigo, uno dei Giannoni, è uno di questi maestri artigiani che ha avuto il merito di trasmettere al figlio la sua passione e il suo sapere. A lui l'augurio di altri cinquanta anni di lavoro a far quello che ama di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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