Il Tirreno

Versilia

Svolta nell’inchiesta su Gaia

di Donatella Francesconi
Svolta nell’inchiesta su Gaia

Adesso la procura indaga anche sui prezzi delle tubazioni. La Finanza negli uffici della sede versiliese

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VIAREGGIO. L’inchiesta della guardia di finanza su Gaia, avviata dalla Procura di Lucca in seguito all’esposto del consigliere comunale di Massa, Stefano Benedetti (Forza Italia), avrebbe avuto in questi giorni un’accelerata. Tanto che i militari delle Fiamme gialle sono stati visti (negli ultimi dieci giorni) nella sede versiliese dell’azienda, da dove è stata prelevata la documentazione necessaria alle indagini con tanto di sigilli là dove era necessario. Un “movimento” che non è passato inosservato, anche se l’ufficio stampa dell’azienda al “Tirreno” smentisce qualsiasi circostanza di tal genere.

Se l’esposto di Benedetti prendeva le mosse dalla transazione tra Vea (la società che si occupava delle acque in Versilia) e Gaia, sostenendo che «con quell’operazione Gaia ha in sostanza abbuonato 2 milioni a Vea, che dai bilanci 2010/2011 erano dovuti, perché erroneamente pagati», l’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche su altri aspetti della gestione Gaia. In particolare sul confronto tra i prezzi dei materiali acquistati per i lavori per una verifica sull’eventuale differenza, a salire, rispetto ai prezzi di mercato degli stessi materiali, tubazioni comprese.

Ma l’inchiesta giudiziaria non sembra essere l’unico problema per l’azienda idrica lanciata verso la ricerca del socio privato fino a che il referendum sull’acqua pubblica non ha gelato le belle speranze di tutte le aziende idriche italiane nelle stesse condizioni di Gaia, ovvero interamente di proprietà dei soli Enti pubblici. Il neo presidente Nicola Lattanzi (27.830,66 il compenso annuo lordo omnicomprensivo) nel mettere le mani ai bilanci - così le prime indiscrezioni - avrebbe trovato un quadro complessivo allarmante che descrive un’azienda con serie difficoltà a ritrovare l’equilibrio economico e finanziario. Anche considerando alcune “partite” inserite per far quadrare i conti che così sicure non sarebbero. Per esempio alcune vendite di beni.

Che l’azienda stia cercando di recuperare tutto il recuperabile, lo raccontano i passi che sta facendo verso gli utenti. A cominciare proprio dagli Enti pubblici che sono soci. Èd è proprio Stefano Benedetti a raccontare che l’azienda idrica ha annunciato ai Comuni di voler installare i contatori alle fontane e vasche comunali. Un argomento trattato nel consiglio comunale della città Apuana: «Ho chiesto che venga fatto un monitoraggio - spiega Benedetti - così da poter chiedere quelle inutilizzate e risparmiare qualcosa, visto che tra fontane e vasche sul territorio comunale nel abbiamo ben 170».

Una notizia arrivata anche alla orecchie del sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto. che annuncia: «Per quanto mi compete il Comune non daranno i permessi per i lavori necessari ad installare i contatori».

Intanto in tutta la Versila stanno arrivando, ancora in questi giorni, super bollette: «Mi chiedono 850 euro di acqua tutta d’un botto - racconta il gestore di un bar viareggino -: ma con questa cifra ci acquisto un camion di acqua minerale, di quella servita sulle tavole dei ristoranti di lusso!».

C’è poi tutta la partita della rimozione dei contatori agli utenti morosi: «L’azienda stacca il contatore e solo pagando altri 300-400 euro per reinstallarlo, una volta pagate le bollette - continua il consigliere comunale di massa, impegnato in una vera e propria battaglia di trasparenza nei confronti dell’azienda idrica - si torna ad avere il servizio». Negli ultimi quindici giorni, in piena estate, Gaia avrebbe avviato una vera e propria “campagna” in questo senso. Con tutte le conseguenze immaginabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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