Il Tirreno

Versilia

ECCO PERCHÉ IO NON DO LE DIMISSIONI

di CRISTIANA GEMIGNANI* ; di CRISTIANA GEMIGNANI*

di CRISTIANA GEMIGNANI* Sono stata nominata dal sindaco e mi è stato chiesto, insieme a tutta la squadra, di mettere in piedi l'edizione del Carnevale 2014 con un contributo da parte del Comune...

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di CRISTIANA GEMIGNANI*

Sono stata nominata dal sindaco e mi è stato chiesto, insieme a tutta la squadra, di mettere in piedi l'edizione del Carnevale 2014 con un contributo da parte del Comune stabilito e garantito di un milione e 400mila euro. Abbiamo assolto al nostro compito e lo abbiamo fatto nel migliore dei modi, portando a casa il più alto risultato di tutti i tempi: record di incassi e attività culturali, con grandi soddisfazioni da parte di molti. Poco tempo fa apprendiamo che il Comune non può onorare l'impegno preso ufficialmente e pubblicamente. Non ci sono soldi né le capacità di trovarli. I ragionieri prendono il posto dei politici, i numeri contro l'arte di cercare altre strade percorribili. Di qui passano i seguenti messaggi negativi che infangano il lavoro della nuova Fondazione Carnevale: 1) Il carnevale è povero, va aiutato; 2) La Fondazione non è stata in grado di trovare finanziamenti; 3) Come è possibile che con il record di incassi non ci siano soldi? Qualcuno li avrà pur presi.

E così, sulla testa della Fondazione Carnevale, è nata una gara per aiutare un moribondo che godrebbe di ottima salute, se solo gli impegni presi fossero stati onorati. Non basta dire di amare il carnevale per non farlo morire. Non a chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica. La politica non ammette ignoranza né pressappochismo. La Politica chiede altre vie, vuole competenza e lungimiranza, pretende rigore e rispetto dei ruoli. Cosa che questa Amministrazione, che ho votato e per la quale mi sono anche candidata, non conosce e per questo mi ha profondamente delusa. Il Comune non può e non deve sottrarsi al compito di sostenere, prima moralmente e poi economicamente, il Carnevale come progetto culturale ed economico, in una città che vive nella manifestazione forse l'unico momento di unità popolare. E chi lo contrappone secondo una logica populista agli asili, non ne ha capito il senso. Il Carnevale non è un giochino per gente che si annoia e quindi, come dicono alcuni, «chi lo vuole, se lo paghi». No. Come non è giusto che venga finanziato da sponsor che dovranno in futuro sì sostenerlo, ma come progetto culturale già esistente e non manipolabile in base alle esigenze del finanziatore di turno, altrimenti il Carnevale perderebbe la propria identità, facendo la fine di altri carnevali.

Siamo di fronte a una svolta epocale e penso che la crisi che ci attanaglia possa servire a svecchiare, migliorare e potenziare la manifestazione attraverso scelte coraggiose e forse impopolari, ma nuove, stimolanti e creative. In Fondazione avevamo iniziato a lavorare in questo senso, adesso però siamo bloccati, senza che l'amministrazione ci convochi per comunicarci ciò che forse è già stato deciso senza consultarci.

Io non mi dimetto non certo per tenere una poltrona che non esiste (tanto più noi della Fondazione Carnevale abbiamo tutti. rinunciato ai gettoni di presenza) ma perché sono disposta a giocare la partita fino in fondo, con l'entusiasmo e la passione di sempre. Non mi dimetto per un profondo senso di responsabilità e per vigilare affinché i crediti nei confronti di chi ha lavorato vengano onorati.

*cda Fondazione Carnevale

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