Sicurezza
Settembre nero per la nautica L’allarme della Fiom
Oggi due ore di sciopero da Perini Navi con presidio Il sindacato alla Regione: basta con la “novella” del refitting
VIAREGGIO. Sciopero da Perini Navi, oggi pomeriggio, con presidio davanti allo storico cantiere della grande nautica viareggina. Una scelta, quella dei lavoratori, che arriva dopo l’incontro di mercoledì con l’azienda a caccia di ordinativi che - a detta del sindacato - stentano a concretizzarsi. Perini, con il nuovo amministratore delegato Enrico Dell’Artino (ex dirigente Piaggio), sta tentando il salto da azienda di stampo familiare ad un modello che la renda in grado di stare sul mercato. Ma il momento è quello che è. Come hanno denunciato ieri mattina sindacalisti Fiom e delegati delle aziende consorziate in Polo Nautico. «In questa città ci si spertica per il futuro del Carnevale - dice senza giri di parole Giovanni Martinelli, delegato sindacale in Fipa - ma non c’è la stessa consapevolezza per la crisi della cantieristica. Ed è assurdo: perché sono in ballo le sorti di centinaia di persone . Ed è a rischio la stessa Viareggio produttiva...È un’ecatombe...».
Nella Darsena in cui, al momento, lavorano ancora davvero solo SanLorenzo e Fratelli Rossi, la ripresa dell’attività a settembre vede nero. Considerando anche - sottolinea il sindacato - che la cassintegrazione in deroga “muore” in tutta Italia con il 31 agosto prossimo. «Serve una seria politica di reindustrializzazione della Darsena - dichiara Nicola Riva, sindacalista Fiom -: e la Regione Toscana non può cavarsela con il refitting-futuro di Viareggio». Una “novella” alla quale non crede più nessuno, visto che la stessa Cna sostiene operazioni in questo senso ma in Cina. «Richiamiamo Regione e Comune di Viareggio alle responsabilità di natura politica», continua Riva: «Si sta giocando con l’occupazione e con la vita di tantissime persone!».
E va considerato - su questo la Fiom è netta - che il settembre nero in arrivo fa seguito a quattro anni di crisi. Che ha portato esuberi a Perini (50), Fipa (80 su 108 dipendenti), Polo nautico (300 posti a rischio su 400 lavoratori), la cassaintegrazione da Azimut-Benetti, qualche fallimento anche illustre e la polverizzazione del sistema dell’indotto, le cui imprese si sentono offrire massimi ribassi dai cantieri, con cifre da non starci assolutamente dentro.
In questo quadro devastato del quale la politica tutta fa finta di non accorgersi («le condizioni sono peggiorate perfino dall’incontro fatto con il presidente Rossi nel dicembre scorso», ricorda Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom provinciale) ieri i lavoratori di Fipa hanno approvato l’accordo con SanLorenzo che prende in affitto un capannone della stessa Fipa nell’area Polo nautico, mette al lavoro una decina di persone tra coloro che da troppo tempo erano in cassaintegrazione, con l’impegno - entro la fine del 2015 - a reintegrare altri 15 lavoratori attraverso l’affitto di un altro capannone. Così che nel 2016 - questa la prospettiva industriale - «i lotti di Fipa oggi in Polo nautico - spiega Pocai - passeranno a SanLorenzo che si riserva l’acquisizione di Fipa Immobiliare ed il subentro definitivo nella realtà di Polo Nautico».
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