Il Tirreno

Versilia

La dissacrante ironia sulla guerra

La dissacrante ironia sulla guerra

Al via la mostra di opere e caricature che ricordano il primo conflitto mondiale

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FORTE DEI MARMI. Capita di rado che una grande mostra abbia anche un grande legame con la Storia, quella con la S maiuscola. È il caso de “La Danza macabra della Grande Guerra”: 150 le opere originali in mostra, tutte centenarie, tratte da una collezione unica al mondo, quella dell’avvocato Lodovico Isolabella.

Sarà una irripetibile occasione per ammirare capolavori pittorici di artisti del calibro di Mario Sironi, Alberto Martini, Aroldo Bonsagni, Francesco Cangiullo, Lorenzo Viani, Gio Ponti, Lucio Venna, Gabriele Galantara, Antonio Rubino e tanti altri. L’appuntamento è per oggi alle 18.30, in piazza Garibaldi, dove è in programma l’inaugurazione della mostra che resterà poi a disposizione del pubblico, e dei numerosi appassionati, da domani (anniversario dell’attentato di Sarajevo, casus belli della Prima Guerra Mondiale) nelle sale del Museo della Satira al Forte di Leopoldo I fino al 28 settembre.

«Tante le curiosità - raccontano i curatori - ben aldilà della qualità artistica delle opere proposte, alcune con un legame straordinario con Forte dei Marmi: come la celebre “Pedata a Carrà” del futurista Francesco Cangiullo, che stigmatizza a modo suo i dubbi interventisti del pittore che aveva al Forte un suo costante riferimento». Ma c’è dell’altro: «Sfogliando i capolavori di Isolabella abbiamo trovato anche 10 tavole di Stefano Longo, una serie di caricature degli ufficiali e del comandante del 30° Corpo d’Armata. E quasi per caso abbiamo scoperto che il generale Umberto Montanari, che compare nei ritratti caricati di Longo e fu comandante delle truppe sul Monte Grappa, dopo la Guerra divenne senatore e venne a vivere in via Carducci a Forte dei Marmi. Fu lui a posare la prima pietra della Fondazione Vittorio Veneto, ed è sepolto dal 1932 nel cimitero cittadino».

Tante le curiosità assolute: Armando Diaz, il capo di Stato maggiore che firmò il celeberrimo Bollettino della Vittoria, era anche un valente caricaturista. In mostra c’è una caricatura che lo stesso Diaz disegnò a matita al pittore Cesare Musacchio. Diaz un giorno del febbraio del 1918 lo convocò sollecitandogli un ritratto per sé: mentre Musacchio lo realizzava, il generale gli fece a sua volta la caricatura.

A fare gli onori di casa il sindaco Umberto Buratti e il presidente del Comitato per il Premio satira politica, Enrico Ceretti. Presenti i curatori della mostra Cinzia Bibolotti, Franco Calotti e Linda Gorgoni Gufoni. Interverranno il collezionista Lodovico Isolabella, e i critici Elena Pontiggia, Andrea Tomasetig ed Enrico Mannucci, autori degli interventi in catalogo. Dopo il taglio del nastro verrà offerto un rinfresco, a base dei salumi della Bottega di Adò e dei pregiati vini messi a disposizione dalle Cantine Isolabella della Croce.

Angelo Petri

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