Sicurezza
Intesa sul Parco, placet dei sindaci
Neri e Verona soddisfatti delle modifiche al piano paesaggistico: «La Regione ci ha ascoltati»
SERAVEZZA. È fatta, la proposta del piano paesaggistico regionale è stata modificata. Le cave nel Parco sono salve. E questa volta è stato messo tutto nero su bianco dalla commissione ambiente della regione Toscana. Così, i sindaci della Versilia che avevano sempre dichiarato di essere fiduciosi nei confronti della Regione, oggi rivendicano il loro lavoro di mediazione. A poche ore dal voto della Commissione, che adesso passa la nuova proposta al consiglio regionale, una cosa appare chiara: il piano riconoscerà le aree estrattive all’interno del Parco delle Apuane. Dei vincoli restrittivi contenuti nella prima bozza proposta dall’assessore Anna Marson, approvata con delibera a gennaio, rimane ben poco. E a quanto pare, ciò era già stato concertato al tavolo tra sindaci e Regione: sia Ettore Neri, sindaco di Seravezza, che Maurizio Verona, primo cittadino di Stazzema, a caldo sottolineano il ruolo fondamentale che hanno avuto.
«Gran parte del lavoro è stato svolto al tavolo dei sindaci – ha commentato Ettore Neri - in base alla delibera di gennaio le cave delle aree intercluse nel Parco, e quelle sopra i 1200 metro, erano chiuse. Grazie a quattro mesi di mediazione con la regione oggi viene mantenuto il sistema di queste attività estrattive; la commissione si è occupata di dettagli normativi, ben diversi dal problema che ci siamo trovanti a dover affrontare noi».
Adesso tutto sta a capire quali sono questi dettagli, perché comunque potrebbero portare novità sul territorio, anche se ovviamente ben diverse da quelle palesate precedentemente. «Il lavoro affrontato al tavolo con la Regione oggi ci consente inoltre - prosegue Neri - di lavorare utilizzando per i siti estrattivi lo strumento del piano di bacino, che a differenza valuta l’intera area interessata, dando maggior garanzia sia alla tutela dell’ambiente che al sistema delle attività estrattive».
Di sicuro il nuovo documento, che presto sarà adottato dal consiglio regionale, sempre se ci sarà il voto favorevole, cambia di molto le carte in tavola. Infatti precedentemente rischiavano la chiusura circa il 70% delle 65 cave attive nell’area Parco. «La Regione - ricorda Maurizio Verona - ci ha coinvolti una volta esploso il problema a livello mediatico. L’impostazione iniziale avrebbe costretto il nostro ambito territoriale a ripensare un’economia alternativa senza prospettive di lavoro. Oggi invece abbiamo un quadro diverso, che ritengo sia sempre migliorabile e mi auguro che nel percorso naturale che il piano dovrà fare, tra approvazione e adozione, ci siano gli spazi per un’ulteriore modifica». Infatti, dopo che il piano paesaggistico sarà adottato dal consiglio regionale si aprirà la fase per poter presentare le osservazioni, solo dopo la Regione lo potrà approvarlo definitivamente. Ma non è ancora finita: la Regione, dovrà infine confrontarsi di nuovo con il Ministero dei Beni Culturali dal quale aveva originariamente recepito le linee di indirizzo generali per il piano.
Tiziano Baldi Galleni
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