Sicurezza
Proteste dei pazienti per i pasti in ospedale L’Asl: verificheremo
C’è chi se la prende con la scarsa qualità, chi con il caos nelle ordinazioni. E il “Versilia” promette controlli
VIAREGGIO. «Mio marito è ricoverato nell’alta intensità dell’ospedale Versilia. E mi chiede di farvi presente che il vitto fornito è immangiabile».
La signora Loretta Lombardi ci va giù dura, per conto del marito che - evidentemente - non gradisce i pasti serviti in reparto. Ma non è solo la qualità a finire nel mirino dei pazienti: altri, ad esempio, si lamentano per una certa confusione nelle ordinazioni. Che fa sì che arrivi un altro piatto, rispetto a quello richiesto.
E quindi, fermo restando che il gusto è sempre opinabile, e che la dizione “cibo da ospedale” chiarisce da sola che non si può pretendere una ristorazione da gourmet - anche perché spesso e volentieri bisogna mangiare in bianco e senza sale - le proteste vanno girate all’Asl. Che si dimostra pronta a recepire le segnalazioni, e ad avviare le verifiche perché il servizio migliori.
È quello che ha già fatto Enzo Stamati, responsabile dell’amministrazione contabile e patrimoniale dell’azienda sanitaria, che si occupa (tra le altre cose) della mense assieme alla direzione sanitaria ospedaliera. A questo proposito, è bene ribadire - per i tanti che non lo sanno - che in ospedale esistono due cucine distinte: una per la mensa di dipendenti e utenti in generale, che si trova al primo piano e che per la verità non ha mai registrato grosse lamentele; l’altra, invece, prepara i pasti per i pazienti, che necessitano di un regime alimentare diverso e più controllato per ovvi motivi di salute (con indicazioni precise anche dei medici).
«Per quanto riguarda la qualità del cibo dato ai ricoverati - afferma Stamati - non ci risultano segnalazioni particolari negli ultimi tempi. Questo non vuol dire che non possano esserci delle cose da rivedere, anche perché serviamo centinaia di pasti al giorno. E una patata cruda, tanto per fare un esempio, può sempre starci. Sulle ordinazioni, effettivamente qualche tempo fa in riabilitazione ci sono state delle lamentele, perché il piatto che arrivava in reparto non corrispondeva sempre a quello richiesto». Di conseguenza, spiega Stamati, «abbiamo il compito di verificare con il responsabile cucina della Dussman (la società che fornisce i pasti sia ai pazienti che nella mensa per dipendenti, ndr) che il servizio sia fatto bene. Ecco perché - prosegue - ci siamo attivati in questo senso non appena abbiamo saputo dal Tirreno di queste lamentele. Invitiamo comunque i pazienti e i loro familiari a segnalare anche a noi, tramite il nostro Ufficio relazioni con il pubblico, eventuali disservizi o la qualità non eccelsa del cibo».
@matteotuccini
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