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Per il Comune una tegola da mezzo milione di euro

Per il Comune una tegola da mezzo milione di euro

PIETRASANTA. Da una parte i due legali che reclamano il pagamento di mezzo milione di euro, dall'altra l'amministrazione Lombardi che chiede indietro 88 mila euro di compensi e nel mezzo un giudice...

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PIETRASANTA. Da una parte i due legali che reclamano il pagamento di mezzo milione di euro, dall'altra l'amministrazione Lombardi che chiede indietro 88 mila euro di compensi e nel mezzo un giudice che il prossimo giovedì 3 luglio sarà chiamato a fare chiarezza.

Lo sbarco in tribunale della querelle che vede contrapposti i due avvocati del Comune e la stessa Amministrazione rischia di rendere ancora più velenosa una situazione che a palazzo è vissuta con un discreto imbarazzo. Del resto, lo dicono i fatti, fra chi governa la città e chi è chiamato a tutelarla nelle sedi preposte, appunto gli avvocati Massimo Dalle Luche e Marco Orzalesi, i rapporti sono quanto meno complicati.

Il tutto a epilogo di una vicenda che si innesca quando gli stessi avvocati non si vedono accreditare il pagamento della seconda tranche di un importo - quarantaquattromila euro - relativo a uno dei tanti procedimenti legati alla causa per l'inceneritore.

Lombardi&co infatti non riconoscono un accordo, sottoscritto a suo tempo dalla giunta guidata all’epoca dal sindaco Massimo Mallegni, che impegnava il Comune a versare un compenso minimo per la causa in questione, a prescindere dalla sentenza.

Da qui l'ingiunzione di pagamento dei legali, l'opposizione conseguente del Comune e lo sbarco in tribunale in agenda, come detto, il 3 luglio.

E in tribunale il Comune non si limiterà a ribadire il proprio no alla liquidazione di quanto richiesto, ma chiederà indietro anche la prima tranche, quarantaquattromila euro, già nel portafoglio dei legali. I quali, a loro volta, non ci stanno e rilanciano: se proprio il giudice del tribunale di Lucca certificherà come nullo l'accordo iniziale, passeranno al contrattacco depositando la richiesta di pagamento di altri compensi relative a sentenze, già passate in giudicato, sempre riguardanti il caso inceneritore, ma in questi casi dall’esito favorevole.

Per intendersi si tratta di qualcosa come 264 mila euro e, notizia di due giorni fa, 240 mila euro. Che fanno, qualcosa, come mezzo milione di euro, ma anche mezzo milione di argomenti per cui sarebbe forse opportuno provare a siglare un accordo bonario fra le parti, prima che la vicenda si trascini ulteriormente con strascichi, tutti, da definire.

Il giudice ci proverà, lo impone la legge, a fare da paciere, ma l'esito sembra scontato: si va allo scontro. (l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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