La manifestazione
Finte clienti truffano le gioiellerie
A colpire è quasi sempre una donna dall’accento toscano, a volte con a un bimbo: si teme una banda
VIAREGGIO. Si finge una cliente interessata a una collana, o a un orologio. Aspetto normale e accento toscano, per non insospettire troppo. E quando l’orefice tira fuori i preziosi, scatta il giochino. Con l’aiuto di un fazzoletto, e di un bambino - o anche di un passeggino vuoto - come diversivi, fa sparire i gioielli. Poi se ne va, magari facendo anche un po’ di scena. E quando il negoziante se ne accorge, è troppo tardi.
Protagonista della truffa che è stata messa a segno almeno in un’occasione in città, e che sta mettendo in ansia i gioiellieri della Versilia per i tentativi continui negli ultimi giorni, è quasi sempre una donna. Come detto, a volte è accompagnata da un bimbo che ha il compito di distogliere l’attenzione del negoziante. Un puro e semplice diversivo, appunto, che in una situazione è costata centinaia di euro di collane al malcapitato orefice. Questo schema verrebbe ripetuto da donne diverse, consapevoli del fatto che i gioiellieri tra loro si parlano: se fosse sempre la stessa, rischierebbe di essere facilmente riconosciuta e denunciata. Di conseguenza, si teme possa essere una banda quella che sta passando al setaccio le gioiellerie. Con il pepe sulla coda messo dalle forze dell’ordine, che sono a caccia di queste truffatrici.
Nulla a che vedere, si badi bene, con la banda dei quattro uomini d’oro che ha colpito pochi giorni fa da Cima a Tonfano. Quelli sono professionisti della spaccata, per quanto in quell’occasione abbiano agito in maniera più sottile e diabolica. Ma anche queste, nel loro genere, sembrano delle professioniste.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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