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Cave, le imprese in coro: «Più rispetto dalla Regione»

Cave, le imprese in coro: «Più rispetto dalla Regione»

SERAVEZZA. «Le imprese non vogliono una vita senza futuro». Lo gridano in una nota il Coordinamento delle imprese lapidee apuo versiliesi, il Consorzio Cosmave, il Cam, Assindustria Lucca,...

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SERAVEZZA. «Le imprese non vogliono una vita senza futuro». Lo gridano in una nota il Coordinamento delle imprese lapidee apuo versiliesi, il Consorzio Cosmave, il Cam, Assindustria Lucca, Assindustria Massa Carrara, la Lega cooperative Massa Carrara e il Consorzio marmi della Garfagnana. La lettera, indirizzata al presidente della Regione Enrico Rossi, segue di pochi giorni quella già scritta da Confindustria Toscana.

La questione riguarda il Piano paesaggistico attualmente allo studio in Regione, considerato troppo stringente e penalizzante per il settore lapideo, con particolare riferimento alle attività sulle Apuane.Per le imprese c’è in gioco «il rischio della chiusura di tutto il settore lapideo, nel caso in cui il Piano venisse approvato». Chiedono «un dovuto ascolto finora rigettato» e giudicano «inaccettabile la presa di posizione dell’assessore Marson che ha dichiarato di non volersi sedere a un tavolo».

«Non stiamo parlando solo di cavatori - prosegue la nota - Con orgoglio il comparto lapideo include grandi maestranze, fresatori, palisti e gruisti, tecchiaioli e lucidatori, geologi e ingegneri, rifinitori a mano, scultori, ornatisti, elettricisti e meccanici, autisti, idraulici e programmatori di controlli numerici. Dalle mani di questi uomini e dalle cave sono usciti il David e La Pietà di Michelangelo, per secoli da queste montagne è partita la pietra nobile che viene calpestata in migliaia di metri quadrati nel mondo, testimoni delle più importati architetture rinascimentali, simbolo della formidabile superiorità della nostra cultura italiana».

Fino ad gli imprenditori e le associazioni del comparto interessato dal Piano paesaggistico «sono stati tagliati fuori da ogni discussione».

«Chiediamo che nelle norme di salvaguardia sia previsto il mantenimento del regime autorizzativo vigente - concludono le imprese - per garantire la sopravvivenza delle aziende. Difenderemo questa sopravvivenza con le più forti e determinate iniziative di tutto l’intero comparto lapideo toscano».

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