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Versilia

Caos Viareggio Nuda senza veli anche il fotografo Favilla

Caos Viareggio Nuda senza veli anche il fotografo Favilla

L’ideatore del progetto: «Nell’ultimo scatto sarò spogliato» Intanto pure la senatrice Granaiola si oppone alla mostra

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VIAREGGIO. «Io nudo sul calendario? Fa già parte del progetto. L’ultima immagine di “Viareggio Nuda” ritrarrà il sottoscritto svestito e circondato dalle modelle. E stavolta con gli abiti addosso». Adolfo Favilla, il fotografo ideatore del progetto “Viareggio Nuda” non batte ciglio di fronte al guanto di sfida lanciato ieri dall’Udi. L’Unione donne italiane aveva invitato gli ideatori del progetto (in particolare il consulente Riccardo Tacchi) a sostituirsi alle modelle mettendosi a nudo in giro per la città. A preoccupare di più il fotografo è la mozione bipartisan (ci sono le forze di opposizione ma anche due consiglieri del Pd) presentata per chiedere al sindaco Betti di ritirare il coinvolgimento dell’ente da un simile progetto: «Non mi sembra che in occasione delle manifestazioni di burlesque ci sia stata una simile levata di scudi».

Intanto sulla questione interviene anche la senatrice Manuela Granaiola «Alla vigilia della grande guerra – scrive in una nota – una signora in grigio, certa Mary Richardson, entrava alla National Gallery di Londra e sfregiava la Venere di Velasquez, il nudo più raffinato al mondo secondo il Times, per dare soggettività e peso politico alle donne. Ancora oggi la presenza delle artiste donne nei musei di arte moderna è sotto il 10%, mentre l'85% dei nudi è femminile, ma si sa, l'asimmetria di genere, anche nelle arti è questione vecchia come il cucco. Ora non so se le opere di Favilla sono da considerare arte così importante da essere oggetto di una mostra, patrocinata dal Comune ed ospitata al Principe di Piemonte, luogo molto frequentato anche dai bambini, ma mi sento di esprimere tutta la mia disapprovazione non certo per una sorta di bigottismo, ma perché ancora una volta il corpo della donna viene semplicemente mercificato o reso irreale dal ritocco digitale.

«Oggi –prosegue la senatrice – si sta affievolendo la distinzione sessuale, ma è sempre il corpo della donna ad essere quotidianamente macinato dai miti consumistici e spersonalizzato, rendendolo senza età, senza rughe e senza tempo. Non voglio essere fraintesa, non mi scandalizza certo il nudo di per sé ma mi affligge il suo uso commerciale che dimentica che dietro quei corpi (spesso falsati) c'è una vita, c' è una mente e c'è un'anima. Pochi grandi artisti hanno saputo cogliere in un nudo, nelle diverse epoche, questa visione unitaria della persona, di un tempo e dei mutamenti in corso; di fronte alle opere di questi artisti non possiamo che rimanere colpiti ed affascinati. Tutto il resto è banalità e noia»!

Gianni Parrini

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