Sicurezza
Gli occhi dei cinesi sulla Salov
Proposta del colosso Bright Food per acquisire quote della società guidata dalla famiglia Fontana
MASSAROSA. L'offerta è arrivata da Shangai, dal colosso cinese Bright Food, un giro d'affari di 7 miliardi di dollari, che ha già acquisito marchi in Inghilterra, Australia e Israele.
Stavolta la società asiatica ha avanzato alla Salov di Montramito, la grande azienda guidata da lucchesi, dalla famiglia Fontana, ormai da quattro generazioni.
Una proposta, di cui ancora non si conoscono i dettagli, che potrebbe aprire alla Salov le porte dell'immenso mercato cinese, rafforzando una esportazione che già oggi costituisce il 65% del fatturato dell'azienda.
Stando alle prime indiscrezioni circolate - riportate ieri dal Corriereconomia - il top manager della Bright Food Lv Yongjie, avrebbe proposto l'acquisizione di parte del capitale sociale della Salov, da concretizzare anche in più momenti, lasciando comunque la maggioranza in mano ai Fontana. E visto che sono tre i rami della famiglia (che fanno capo a Alberto, Pierluigi e Antonio) coinvolti nell'azienda, potrebbe essere in questo modo più facile l'eventuale disimpegno di alcuni di loro.
D'altronde è già stato affidato a un manager esterno, Massimo Saracchi, il ruolo di amministratore delegato.
Già in passato i Fontana avevano allacciato rapporti con potenziali partner, ma i contatti con gruppi come Bunge, Cargill e Sovena, non si erano poi concretizzati.
Addirittura un anno fa gli imporenditori lucchesi erano pronti a chiedere un finanziamento al Fsi, il fondo per gli investimenti strategici della Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di provare a riportare in Italia i marchi Bertolli, Carapelli e Sasso, in mano alla spagnola Deoleo. Tentativo pure questo non concretizzato dopo che la società iberica è stata acquisita da un fondo inglese.
Dell'interessamento dei cinesi è stata informata anche la rappresentanza sindacale aziendale. Lino Giovannelli, sindacalista della Cgil, dice: «Le relazioni sindacali con la Salov sono corrette e in questo ambito ci è stato riferito di questa ipotesi, ma non sappiamo a che punto sia l'iter. Per noi sono importanti i fatti. Se la trattativa dovesse andare avanti chiederemo di essere coinvolti per conoscere i piano di sviluppo, i riflessi sull'organizzazione del lavoro e soprattutto le previsioni per l'occupazione».
A oggi i dipendenti sono 180-190 e si tratta quindi di una forza lavoro importante, ovviamente da tutelare.
»Da parte nostra - conclude Giovannelli - abbiamo una posizione costruttiva, non ci metteremo di traverso, ma vogliamo garanzie precise».
Salov oggi distribuisce i suoi prodotti in Italia con il marchio Sagra, mentre nel resto del mondo va il marchio Filippo Berio. Lo stabilimento di Montramito confeziona ogni anno circa 130 milioni di litri fra tutte le categorie di olio alimentare, a fronte di un potenziali di 200 milioni di confezioni. La società è presente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, ha uffici di rappresentanza e partnership a Singapore e in Giappone.
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