Italia
Stagione delle sagre al via con lo spettro della crisi
Le preoccupazioni degli organizzatori: «Già nelle scorse edizioni incassi minori» C’è chi propone un calendario a rotazione e chi sottolinea i ribassi dei ristoranti
QUERCETA. La stagione delle sagre gastronomiche in Versilia è alle porte: da venerdì 27 giugno sul territorio delle otto contrade del Palio sarà possibile tornare a gustare i piatti tipici di questa terra a un prezzo stracciato (in media con 10- 12 euro si potrà cenare con primo e secondo).
Nonostante questo però, la crisi è uno spettro che fa paura anche alle contrade che già nelle estati passate hanno potuto riscontrare un calo nell’affluenza di clienti, ma soprattutto nella quantità di vivande ordinate. «I soldi circolano meno - commenta amaro il presidente della Quercia, Alessio Frediani - La crisi, ahinoi, si ripercuoterà anche sugli introiti delle contrade, che con quello che guadagnano con le sagre di fatto devono organizzarci un intero anno di iniziative. Un tempo chi veniva ai nostri tavoli spendeva volentieri per godersi qualche sfizio in più: ora invece in molti vengono solo dopo cena per godersi l’orchestra, o non frequentano la sagra con assiduità».
Si frequenta meno dunque, e quando si decide di cenare fuori si ordina sempre con un occhio al listino prezzi. «È proprio cambiata l’abitudine della gente - spiega Roberto Leonardi del Ranocchio - mi ricordo che solo qualche anno fa le tavolate erano come banchetti: ora invece sono più povere, nonostante i prezzi siano rimasti al minimo. Addirittura - fa notare - alcuni ristoranti sono stati costretti a abbassare i prezzi per la crisi, rendendoli quasi “da sagra”, quindi più di così non si può proprio fare».
Già, perché tra ristoranti e sagre ogni anno si dissotterra l’ascia di guerra: ma questo tendere al ribasso dei ristoratori non preoccupa più di tanto i contradaioli. «Già lo scorso anno si è sentito un calo sensibile - conferma Amedeo Bonacci della Cervia - si sta più attenti a ordinare solo un primo o un secondo, facendo entrare nelle casse la metà di quello che ci si aspetterebbe; ma i prezzi non si possono diminuire ancora: un piatto di tortelli a 6.50 euro è il minimo. Tra ristoranti e sagre - aggiunge - non c’è concorrenza, anche agli stessi prezzi ridotti: chi viene alla sagra sceglie una serata in cui mangia e partecipa alla festa collettiva, con gli spettacoli e tutto il resto; al ristorante mangi, poi paghi e te ne vai».
«Come ogni anno - commenta il presidente della Madonnina, Antonio Giorgi - la nostra sagra è l’ultima in calendario, e la crisi la sentiamo più di chi è in alta stagione: a fine agosto-inizio settembre c’è sempre meno gente. Bisognerebbe organizzare un calendario a rotazione, in modo da avere tutti la possibilità della sagra nel “periodo buono”».
C’è anche chi va in controtendenza: «L’anno scorso lavorammo più dei precedenti - racconta Riccardo Giannelli del Ponte - per cui spero di replicare anche quest’estate: la nostra sagra è a ferragosto, perciò le persone in ferie si godono qualche svago in più».
Capitolo date: a partire saranno Quercia (27-29 giugno, 3-5 luglio e 11-13 luglio) e Cervia (dal 27 giugno per i successivi 4 week-end). Assembramento serrato a luglio, cui si uniranno anche Lucertola (4-6/10-13/18-20 luglio) e Leon d’Oro (18-20, 25-27, 31 luglio e 1-3 agosto). Ad agosto si accavalleranno Pozzo (9-23 agosto), Ranocchio (8-17 agosto) e Ponte (9-23 agosto); ultima la Madonnina (21- 14 / 29-31 agosto e 5-7 settembre).
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