Il Tirreno

Versilia

Osceno o concettuale? “Viareggio nuda” divide

di Gianni Parrini
Osceno o concettuale? “Viareggio nuda” divide

È polemica sul progetto fotografico che ritrae modelle svestite in giro per la città. L’Udi attacca, il Comune tergiversa e gli autori si difendono: «Nessuna volgarità»

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VIAREGGIO. Osceno o filosofico? Provocatorio o concettuale? Mercificatorio o artistico? A Viareggio sembra di rivivere le diatribe scatenate secoli fa dalla nudità della bella Frine. Colpa (o merito) del progetto fotografico “Viareggio Nuda”, firmato dagli scatti di Adolfo Favilla e dalle idee del direttore artistico Riccardo Tacchi. L’oggetto dello scandalo sono 25 immagini di modelle nude e ritratte in giro per la città. Gli scatti saranno tra luglio e agosto in due distinte mostre in programma al Centro Congressi.

A scagliare la prima pietra è stata l’Unione Donne Italiane (Udi) che due giorni fa, in un comunicato, ha negato a Viareggio la cittadinanza nel circuito virtuoso delle "Città libere dalle immagini lesive della dignità delle donne". «L'adesione – scrivono Carla Cantatore e Patrizia Branzanti, del gruppo "Città libere" dell'Udi – non è assolutamente compatibile con l'avvento della manifestazione “Viareggio nuda”. Auspichiamo caldamente un ripensamento». Modelle oggettualizzate, svilite e ritratte in immagini con non hanno nulla di artistico.

dE proprio dalle immagini bisognerebbe partire per esprimere giudizi. Il problema è che nessuno le ha viste. Anche perché 14 dei 25 scatti che compongono il progetto devono ancora essere realizzati. Lo saranno nei prossimi giorni. Siamo riusciti ad avere una delle foto “incriminate”: mostra una donna nuda sulla passerella del molo. L’altra che vedete in pagina, invece, appartiene al backstage. Ciascuno può farsi la propria opinione. Intanto, in Comune la polemica coglie di sorpresa l’assessore Glauco Dal Pino: «Mi sembrano toni eccessivi – dice – Invito l’Udi a visitare la mostra. Se ho già visto gli scatti? No, lo farò prima dell’esposizione».

Alle accuse dell’Udi replica con una nota Riccardo Tacchi, direttore del progetto: «"Viareggio nuda" è un primo passo per fare diventare "Viareggio città delle arti moderne", non potendo essere città d'arte in senso stretto. È un possibile inizio di scelte e di nuova identità anche turistica. “Viareggio nuda" perché ormai, è immagine di un guscio di una meravigliosa conchiglia che al suo interno è spogliata della vitalità che deriva dall'anima, più volte violentata e offesa; l'idea è quella di andare a scoprire i luoghi dai quali rinasce la città. La città non è più e soltanto quella storica che conosciamo tutti (la passeggiata, il molo, la pineta, il porto, la darsena, il lago), ma quella meno usuale che si valorizza attraverso l'immagine della bellezza statuaria del nudo moderno: nudo che si fonde con i luoghi e si dipinge ogni volta diversamente per rappresentare, questa nuova anima che si slega dai pregiudizi dei luoghi meno conosciuti che sono capaci di generare cambiamento e innovazione».

«Il nudo – prosegue Tacchi – presidia i luoghi che visita e assapora l'idea di appartenere a quell'"inquadratura" unica di Adolfo Favilla che è capace di vedere un'anima nuova di Viareggio; Adolfino che genera in noi il sogno, la possibilità di vedere in ogni luogo della città un nuovo nostro paradiso, cittadino e terrestre. L'artista crea immagini che ci catturano e ci attirano come una calamita al loro interno mentre il nudo, essenza di valori e di vita è anche assenza di violenza in una città sicura».

@Parrini77

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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