Sicurezza
L’altolà di Confindustria «Il Piano è contro le cave»
L’Associazione si rivolge a Enrico Rossi per fermare il provvedimento in Regione «Normativa stringente, è a rischio il futuro di 2mila aziende del settore lapideo»
VIAREGGIO. «Esprimiamo grande preoccupazione per la proposta di Piano paesaggistico all’esame del Consiglio regionale. Proposta che rischia di penalizzare uno dei principali settori produttivi del nostro territorio».
Parole e musica delle imprese del settore lapideo di Confindustria Toscana, che lanciano un accorato appello al presidente Enrico Rossi e sottolineano le forti perplessità in merito alle recenti dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica (ma anche alla pianificazione del territorio e paesaggio), Anna Marson.
Si parte dalla proposta del Piano paesaggistico: «Il provvedimento - si legge nella nota di Confindustria - modifica in modo sostanziale e restrittivo il quadro già complesso che regola le attività estrattive in Toscana, in particolare nelle Apuane, con la prospettiva di soffocarle nelle maglie di una normativa paralizzante, dai costi economici e sociali molto rilevanti. Tutto questo - prosegue l’associazione di categoria - senza un adeguato confronto con il sistema economico e le organizzazioni di settore».
Un passaggio, quest’ultimo, ritenuto dovuto, per un provvedimento che «può mettere a repentaglio il futuro di 2mila aziende toscane del settore». Confindustria ricorda come il settore lapideo sia tra i protagonisti del Made in Tuscany, con un volume di affari di 2 miliardi, di cui 700 milioni rappresentati dall’export, e 10mila posti di lavoro.
Poi l’affondo nei confronti dell’assessore Marson: «Ci limitiamo a un secco “no-comment” di fronte alle recenti dichiarazioni che avrebbero sminuito l’importanza del settore lapideo, liquidandolo come una economia in parte sommersa e con esportazione prevalente di materiali estratti senza più filiere di trasformazione locale, che non costituisce un vantaggio per nessuno. L’oggettività dei numeri - replicano da Confindustria - e un “saper fare” tramandato nei secoli, contraddicono queste gratuite affermazioni, tanto più gravi in questo momento di difficoltà economiche senza precedenti».
Da qui il significativo invito delle imprese alla Regione, affinché sia possibile aprire quanto prima «un confronto che parta da una discussione sulla sostenibilità e la compatibilità ambientale delle attività estrattive in Toscana».
«Confidiamo che il presidente Rossi accolga l’appello - conclude Confindustria Toscana - per assicurare un futuro alle aziende e ai lavoratori di un comparto che altrimenti rischia di essere messo in ginocchio da un approccio ideologico e pregiudizialmente ostile alle attività produttive e allo sviluppo».
(g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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