Il Tirreno

Versilia

Romanini e il video hard «Mai usato per ricattare»

di Matteo Tuccini
Romanini e il video hard «Mai usato per ricattare»

In tribunale le accuse all’imprenditore per il sequestro dell’ex socio Dalla Valle Ma la difesa contrattacca: «Il filmato esiste, l’estorsione non c’è mai stata»

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Gira intorno a un video hard e a un contratto da 3,5 milioni di euro la vicenda che vede a processo l’imprenditore camaiorese Roberto Romanini per il presunto sequestro dell’ex socio Loreno Dalla Valle. Ed è su questi punti che accusa e difesa si sono date battaglia anche ieri, nell’udienza in Corte d’Assise a Lucca.

Le testimonianze degli inquirenti della questura di Lucca hanno ripercorso i passaggi e le testimonianze che li hanno portati a formulare le accuse contro Romanini, che è anche indagato in un altro procedimento penale come mandante dell’omicidio del cugino Stefano, avvenuto nel febbraio 2011.

La vicenda ha origine nel 2003, quando Romanini e l’imprenditore italo-finlandese Dalla Valle si conoscono nel Paese scandinavo. Decidono di mettere su una società mista per l’esportazione di funghi in Italia e tre anni dopo - sempre secondo le accuse - Romanini chiede al socio l’esclusiva per il mercato finlandese, ricevendo un rifiuto. A quel punto Romanini - a detta degli inquirenti - lo invita in un casolare a Camaiore. Qui, siamo nel 2006, Dalla Valle passa la notte con una prostituta e viene filmato. E il giorno successivo - sempre secondo la polizia - Romanini procede con le maniere forti. Minaccia l’ex socio con una pistola e lo rinchiude nel casolare. Gli fa vivere un’ora di terrore, intimandogli di firmare un contratto che, in pratica, regala l'esclusiva dei funghi nordici all’imprenditore camaiorese e 3 milioni e mezzo di euro di falsi crediti. Dalla Valle firma, e il giorno dopo scappa in Finlandia. Denuncia l’accaduto e viene a sua volta denunciato da Romanini per truffa e appropriazione indebita: poi sarà assolto. Le indagini si aprono, si chiudono e poi vengono riaperte per una serie di vicissitudini. Finché, nel febbraio 2013, Romanini viene arrestato. Dopodiché finisce a processo per il sequestro che avrebbe avuto, appunto, lo scopo di estorsione.

Ma la difesa dell’imprenditore camaiorese contrattacca. Sostenendo che quel contratto era stato firmato a febbraio, e non nel luglio 2006 quando avvenne il presunto sequestro. «Di conseguenza - afferma l’avvocato di Romanini, Maurizio Tonnarelli - non c’era interesse a fare un’operazione del genere per far firmare un accordo che già c’era». Mentre per quanto riguarda il filmato hard, Tonnarelli spiega: «Esiste. E si trovava effettivamente nell’abitazione di Romanini, anche perché l’ex socio non poteva portarselo dietro in Finlandia. Ma non fatto a scopo di ricatto: fu Della Valle stesso a chiederne la realizzazione. Tant’è che nella denuncia agli inquirenti non ne aveva parlato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web