Finanza
Maxi-colpo degli uomini d’oro da Cima
In quattro rompono la vetrata della nota gioielleria di Tonfano mentre i negozi stanno aprendo: bottino da 200mila euro
PIETRASANTA. Colpo grosso alla gioielleria Cima a Tonfano, in piena area pedonale. Poco dopo le 5 del mattino un Mercedes entra in via Versilia e si ferma vicino alla gioielleria che porta il nome di Maria Ausilia Carnicelli. Quattro uomini a volto coperto scendono dalla vettura e si piazzano davanti alla vetrata del negozio. In mano hanno una specie di piede di porco, ma non tentano la classica “spaccata”. Il risultato però è lo stesso: con l’attrezzo riescono a sollevare un angolo della porta a vetri, che però va in pezzi. A quel punto entrano di corsa nel negozio e arraffano i gioielli esposti in vetrina. Non pochi e certo non di scarso valore: tra collane, bracciali, orecchini e orologi Longines ed Eberahard c’è un autentico capitale. I quattro malviventi prendono tutto quello che possono, poi risalgono in macchina e fuggono in un batti baleno. Il colpo dura una manciata di minuti.
Sono rapidi, ma non silenziosi. Il vetro rotto fa rumore e così i loro movimenti vengono notati dalle attività vicine, che proprio in quei momenti cominciano a prendere vita. A quell’ora del mattino c’è chi consegna le paste ai bar, chi porta i giornali alle edicole. Insomma, qualcuno si rende conto di quello che sta succedendo e dà l’allarme. A poco a poco sul posto arrivano tutti: prima gli uomini del commissariato di Forte dei Marmi, al comando del dirigente Enrico Parrini; poi quelli della scientifica, che setacciano il negozio alla ricerca di impronte. Ovviamente ci sono anche i titolari dell’attività (hanno una gioielleria anche a Forte dei Marmi). Il gestore del negozio, però, non ha alcuna voglia di parlare: «Sono impegnato con la polizia», spiega. Deve fare l’inventario degli oggetti che mancano: difficile fare stime, anche se qualcuno parla di circa 200mila euro.
Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini delle telecamere del negozio e delle altre attività presenti in strada (di fronte alla gioielleria c’è una banca). Al momento non sembrano fornire elementi utili. Pare, infatti, che il furto sia stato messo in atto da professionisti. Secondo voci non confermate, la sera prima del colpo i ladri avrebbero sfilato al titolare del negozio la chiave che consente di disinserire l’allarme. Chiave che poi sarebbe stata ritrovata all’interno della gioielleria. Omaggio-beffa dei malviventi. Tale ricostruzione non viene confermata (ma neppure smentita) dalla polizia. Quel che è certo è che l’allarme non è entrato in funzione, un particolare che sembra avvalorare l’ipotesi che gli “uomini d’oro” avessero in mano gli strumenti (o le chiavi) per disinserirlo.
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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